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Imola: un Autodromo, una Storia, un nuovo Direttore. Incontro con Roberto Marazzi

Quando si dice Imola, con tutto il rispetto per varie importanti aziende del luogo, si pensa subito Autodromo, sì perché quell’Autodromo ha scritto pagine memorabili e storiche nel mondo dei motori, belle e brutte, entusiasmanti e tristissime. Per quanto si guardi negli annali del mondo dei motori, se non si sa perché si sono vissuti i tempi più adrenalinici, si scopre leggendo quanto questo circuito sia importante e dentro la storia.

Intanto il suo nome già è una leggenda: Enzo e Dino Ferrari, qualsiasi parola aggiunta è superflua. La sua storia nacque dall’idea di un signore imolese che viveva di motori, di quelli che probabilmente, anche mentre dormono, sentono il rombo e vorrebbero volare per tutte le strade e circuiti del mondo, una gran persona in ogni senso: Checco Costa.

Il collaudo avvenne il 10 ottobre 1952, effettuato dai piloti AscariFarina Villoresi sulle Ferrari, Bertocchi sulla Maserati, Masetti sulla Gilera e Lorenzetti sulla Guzzi.

Venne inaugurato il 25 aprile 1953, con il Gran Premio Coni, prova del campionato italiano di motociclismo, vinta da Masetti e Lorenzetti.

Arrivando al 1956 scesero su questa pista, sulle 4 ruote, piloti emergenti come Colin Chapman e Jack Brabham, mentre sulle 2 ruote di una Norton Max gareggiò un certo Bernie Ecclestone.

Il 21 aprile 1963 fu la prima volta delle Formula 1, in gara non ufficiale, vinta da Jim Clark.  

Il 7 settembre 1967 ci fu invece il debutto del Motomondiale con il Gran Premio delle Nazioni. Nel 1972 Checco Costa inventò la “Daytona d’Europa”, la mitica 200 Miglia.

Dopo un’altra gara non ufficiale nel 1979, vinta da Niki Lauda,  dal 1980 arrivò il mondiale Formula 1, stabilmente per 25 anni, la prima fu il 51° Gran Premio d’Italia, dall’anno seguente divenne quello di San Marino.

Poi la storia venne scritta dai più grandi campioni anno per anno, con milioni di spettatori entusiasti, sommati anno per anno, da quelle colline su cui si accampavano già diversi giorni prima, dalle tribune in quei punti memorabili, con nomi che producono brividi. Purtroppo dentro tutto questo c’è anche la tristezza, il dramma della morte di uno dei più Grandi di sempre, Ayrton Senna, nonché del giovane Ratzenberger, uniti nella passione e nel tragico destino di un weekend dell’orrore.

 

L’autodromo di Imola, l’Enzo e Dino Ferrari, negli anni e nel tempo si è rivisitato, ristrutturato, dandosi un look ultra moderno e di bellissima dimensione. E’ nato il Museo dedicato al suo Creatore, Checco Costa. Tutto è cambiato, per essere pronto e attrezzato per qualsiasi evento.

Dall’inizio di giugno ha preso le redini di questo purosangue dei Circuiti mondiali un grande esperto del mondo dei motori, con un background, di passione e ruoli professionali ricoperti, tale da garantire di essere l’asso da giocare per riportare ai massimi giri i fasti della mitica storia.

 

Roberto Marazzi è il nuovo direttore, già pilota di livello, di quelli che corrono veramente per passione, poi stretto collaboratore dell’Ing. Maurizio Flammini, soprattutto per l’ideazione e successiva nascita di una stupenda creatura: il Campionato Mondiale SuperBike. Tanti altri ruoli Top, di grande prestigio e responsabilità sono nel curriculum di Roberto Marazzi, che oltretutto è una di quelle persone che si incontrano sempre più raramente: schietto, onesto, grande lavoratore, sempre appassionato per le grandi sfide, un uomo meritevole di raccogliere quella passione che fece nascere l’Enzo e Dino Ferrari dall’anima di Checco Costa.

 

Coppa d’Oro

Roberto Marazzi  Pilota

 

Un incontro amichevole nel suo ufficio ha portato a questa intervista, estremamente confidenziale:

Dottor Marazzi, o meglio Roberto, dopo tante esperienze importanti in vari settori, arrivi a dirigere un autodromo che è innanzitutto “Una Storia”, che effetto ti fa?

 

“E’ sicuramente un effetto entusiasmante e per me è il coronamento di una carriera che si è sviluppata soprattutto nel mondo dei motori, che mi ha sempre legato al nome di Imola, sia come pilota che come organizzatore”.

 

Ti sei appena insediato al volante di questo circuito, che è certamente una Formula 1, non c’è stato molto tempo ancora per dare una tua impronta, ma certamente avrai già in mente programmi…

“Tutto verso il prossimo anno, perché arrivo a giugno e i giochi del 2018 sono praticamente fatti, si può aggiungere poco o quasi nulla. Imola poi deve sottostare a un numero di gare plafonato, il cui numero non si può superare, per cui, se anche ci fosse qualcuno che volesse inserirsi, non c’è lo spazio. Anche per il 2019 c’è poco tempo per fare e programmare, praticamente a luglio si chiudono tutti i giochi. Innanzitutto abbiamo le riconferme della prova mondiale della Superbike, ma anche quella del mondiale Cross, che è in un certo senso la rievocazione di quella che fu la prima gara in assoluto per Imola. Sì, fu proprio di Motocross, 70 anni fa. Ci saranno ovviamente già quest’anno tutti i campioni. Essendo gara mondiale, è un avvenimento speciale!.

Per le novità che vorrei realizzare, una davanti a tutte: mi piacerebbe che l’Italia avesse il terzo Gran Premio della Motogp. La Spagna ne ha 4, perché l’Italia non può averne 3? Non vedo perché il GP di Catalunya non possa avere un suo pari con un GP dell’Emilia Romagna o ancor meglio della Terra dei Motori. E’ un’operazione molto difficile, occorre la collaborazione di tutti, dalle case motociclistiche italiane, alla federazione e a tutti i movimenti che occorrono per questo obiettivo. Lo vedo molto difficile, ma non impossibile, ci proverò! Il tentativo è già per il prossimo anno, più praticabile però per il 2020”.

Formula 1 impossibile ?

“No, non è impossibile. Il problema è economico, quando si prende in mano un evento del genere è necessario stare molto attenti al bilancio. Un evento del genere porterebbe benefici a tutti, ma se poi a te come organizzatore resta un conto in rosso…ripeto, bisogna andarci coi piedi di piombo! Liberty Media non è Ecclestone, è più facile trattare con loro, sono una società con cui si può ragionare, ma i costi restano alti.”

 

Dopo tutte le esperienze che hai acquisito e vissuto, tenendo ovviamente presente ciò che si può e non si può fare, preferisci il mondo delle due ruote, delle quattro o in tutt’altro settore…i concerti ? In quale ti vorresti muovere più volentieri?    

“Imola è una realtà polivalente, come tracciato è uno dei più belli che ci sono in Italia e non solo. Innanzitutto è naturale, a differenza di tanti altri che sono stati costruiti, quasi tutti hanno dovuto chiamare un architetto, un ideatore, mentre qui sono state sfruttate strade che esistevano. Sia per il motociclista che per l’automobilista il circuito di Imola ha un fascino e una caratteristica unici. Ricordo che quando cominciavo a correre lo chiamavano il piccolo Nurburgring. Non faccio preferenze tra auto e moto, son belle tutte. Per i concerti devo dire che sono certamente un nostro obiettivo, sia per noi come Formula Imola, sia come azione che si apre verso la gente, le persone più in generale. Portare un evento di grande rilevanza è un obiettivo che ci poniamo. Anche qui però dobbiamo correre, perché anche i calendari dei concerti che contano vengono fatti un anno prima.”

Guardando indietro, alla tua carriera e a tutto ciò che hai fatto…una cosa che ricordi più volentieri di tutte?

“Ce n’è più di una. Sicuramente l’aver creato, o meglio aver dato un grande contributo alla creazione del mondo Superbike, del Mondiale, idea di Maurizio Flammini, dentro alla quale sono stato coinvolto direttamente e attivamente in prima persona. Andai io a presentare il progetto a Maastricht, dove c’era la riunione della FIM. Molti erano scettici, perché allora c’era la F1, Formula 1 Moto, che riempiva lo spazio alternativo a quella che ora è la Motogp. Molti tentarono di affossare il progetto, mettendo il classico bastone tra le ruote. E’ stata davvero una bellissima e grande soddisfazione raggiungere quel traguardo. Altri ricordi importanti sono quelli da pilota, le vittorie, in particolare la 6 ore di Vallelunga, Campionato Mondiale Marche, dove arrivai primo in coppia con Giorgio Francia, battendo personaggi come Patrese, Bell, De Cesaris, Cheever.”

Un parere personale, svestendo i panni dell’organizzatore e direttore: nella Motogp di oggi chi ti piace o impressiona di più?

“Come stile di guida a me piace molto Dovizioso, perché è un pilota che sa ragionare molto sulla moto, lo sento più vicino al mio modo di guidare, molto concentrato, con la testa. Poi, devo dire, è chiaro che Marquez, nel bene e nel male, fa grande spettacolo.”

Chi vince il mondiale?

“Non è facile, ma bisogna dire che Marquez ha un bel vantaggio, una moto affidabile e lui è quello che ormai tutti sanno”

 

Tra i giovani, In Moto 3?

 

“A me piace molto Di Giannantonio, è un pilota che sta crescendo e può andare sempre meglio”

 

Grazie a Roberto Marazzi, un Grande Augurio all’Enzo e Dino Ferrari di Imola!

Angelo Gianstefani

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