di Roberto Giannini

Addormentato alle pendici del monte Pincio, da sempre fu possedimento dello Stato pontificio che lo infeudò dapprima a Uguccione della Faggiola e poi il castello viene venduto a Galeotto Malatesta e confermato a Carlo Malatesta ed anche a Sigismondo Pandolfo. Fu successivamente Pio II Piccolomini che per punizione lo sottrae ai Signori riminesi per cederlo, come altri borghi vicini, ai Guidi di Bagno e poi ai Malatesta di Sogliano. E con essi nel 1490 ha inizio la produzione di polvere da sparo nei mulini del borgo che si concluderà, dopo oltre 500 anni di attività, nella seconda metà del XX° secolo.

Questo minuscolo borgo, apre la visuale su tutta la Valmarecchia e spinge lo sguardo dalla Rocca di Maioletto a quella di San Leo, fino a raggiungere le vette dei castelli di San Marino. E racchiude tesori artistici di immenso valore: nel piccolo cimitero locale è presente la “cella della Madonna”, una cappella interamente affrescata da Antonio Alberti da Ferrara e nella chiesa di San Lorenzo, proprio nel centro del paese, oltre ad una statua lignea della Madonna con bambino è presente uno splendido Crocifisso trecentesco popolarmente attribuito alla mano del maestro Giotto di Bondone e che ogni lunedì di Pentecoste è portato in processione. Imperdibile è la tappa al “Museo-pinacoteca: lo splendore del reale” istituito all’inizio degli anni 2000 quando il grande pittore Fernando Gualtieri ha donato 50 dei suoi dipinti alla città natale della di lui madre. 

Con l’avvento dell’autunno il paese diventa meta dei buongustai di tutta Italia, ad ottobre con la “Fiera delle castagne” e poi a novembre, quando diventa capitale del formaggio di fossa, ribattezzato da Tonino Guerra “Ambra di Talamello”. 

Il paese è anche noto per aver dato i natali al compositore Amintore Galli, che su versi di Filippo Turati, musicò e fu autore de “Il canto dei lavoratori”, l’inno più significativi del movimento operaio italiano. 

DA NON PERDERE: Cella della Madonna – Chiesa di San Lorenzo – Crocifisso di Giotto – Palazzo Rusticucci – DOVE MANGIARE: Thanà – La locanda dell’Ambra – La meglio gioventù – 

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