di Roberto Giannini

Su una collina a 15 Km da Rimini confinante con la Repubblica di San Marino sorge Verucchio. La sua Rocca Malatestiana domina la valle bagnata dal fiume Marecchia e proprio qui, in questo spettacolare villaggio Giovanni della Penna dei Billi detto “Malatesta si trasferì, provenienti da Pennabilli, e nella sua fortezza diede avvio alla prestigiosa epopea della sua schiatta. Qui nacque e visse Malatesta da Verucchio, il Mastin Vecchio, il centenario condottiero che, assieme al figlio “Mastin Nuovo” sono ricordati dall’Alighieri nella sua Divina Commedia per la loro crudeltà « fecer di Montagna il mal governo, là dove soglion fan d’i denti succhio».  Da ammirare anche la Rocca del Passerello dalla cui vicina Porta del Passerello, può avere inizio un ideale percorso attraverso la cittadina. L’impianto medievale, che la passeggiata nel centro storico mette in risalto, conferma quanta parte abbiano avuto i suoi Signori alla crescita di questo luogo che nei secoli ha goduto di sviluppo e prosperità. Finito il dominio malatestiano, le famiglie comitali che si succedono sono quelle dei Medici fino alla metà del ‘500 quando torna ad essere un possedimento della Chiesa.

Il borgo è ricco di edifici storici e al centro di piazza Malatesta prospetta il palazzo del Municipio, edificio che nel 1895 ha sostituito parte di quello più antico, purtroppo andato perduto. Sulla piazza prospettano ulteriori palazzi storici: il settecentesco palazzo Giungi-Morolli, il neoclassico palazzo Bedetti e, a breve distanza e in via dei Martiri, palazzo Pecci, in stile neoclassico, un elisir di bellezza e di preziosità storica lungo le mura di S. Giorgio. Alle pendici dello sperone di roccia su cui si erge Verucchio campeggia una pieve romanica mentre in località Villa è da visitare il Convento Francescano: secondo la leggenda, il cenobio sorge sul luogo dove San Francesco d’Assisi avrebbe piantato un bastone attorno al quale nacquero radici e foglie di un cipresso. E il gigantesco cipresso, con tutti i suoi secoli d’età, è tutt’oggi visibile nel chiostro.

DA NON PERDERE: la Rocca malatestiana – la Rocca del Passerello – la Chiesa Collegiata di San Martino – il Monastero di Santa Chiara – la Chiesa del Suffragio – la Pieve Romanica di Sant’Antonio e quella di San Martino in Rafaneto – il Convento di San Francesco – DOVE MANGIARE: La Rocca – Al Mastin Vecchio – Casa Zanni – Rò e Bunì –

 

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