Dicotomia è il nome del progetto sviluppato dai due giovani paesaggisti forlivesi Domenico Dipinto e Marica Succi, partecipanti al 7° Festival dei giardini in occasione della fiera Ortogiardino a Pordenone, in gara con altri 12 selezionati dal 3 all’11 marzo. Il tema annuale del festival è la messa in scena, “mise en scène”.

L’idea del progetto nasce da una riflessione profonda sul rispetto per la natura. Il titolo, Dicotomia, rivela un significato di bivalenza contrapposta che si riflette nel duplice atteggiamento dell’uomo nei confronti della natura: amore e noncuranza. Questa ipocrisia che l’uomo possiede viene denunciata tramite l’allestimento che inizia con una provocazione per poi sfociare in un veicolo di redenzione.
Il giardino è caratterizzato da quattro copioni. Il primo dice : ‘Appallottola un foglio e fai canestro’, mentre il secondo suggerisce di raccogliere un fiore e portalo con sé. Queste due azioni creano una felicità effimera, lasciando solo un danno all’ambiente ed è proprio su questo che Domenico e Marica si sono voluti concentrare per far arrivare il messaggio della noncuranza dell’uomo.
Proseguendo, ci si imbatte in un muro di piante appese, come impiccate, simboleggianti l’Aokighara, nota foresta giapponese dei suicidi; questa volta, però, è la natura a togliersi la vita, stufa dei soprusi dell’uomo. Qui troviamo il nodo centrale dell’installazione: un cartello che riporta una frase simbolo con scritto: “Pensa! Forse non stavi solo recitando, eri solo te stesso!”.
Da qui in poi, accompagnati dai sensi di colpa, ci si avvia verso un processo di redenzione durante il quale si possono piantare semi, condividere buoni propositi e pensieri positivi, riflettendo insieme per cercare di trovare soluzioni al degrado che l’uomo ha causato.
Dicono i due progettisti: “Vogliamo denunciare l’incuria nei confronti della Natura e stimolare tutti ad agire con consapevolezza. Con piccoli gesti possiamo contribuire tutti a migliorare la situazione, andando incontro alle esigenze della Natura che, tutto sommato, ci chiede solo un po’ di amore”.









