Gusto inconfondibile, profumo, storia e tradizione, tra i piatti tipici regionali più famosi e rinomati nel mondo, la piadina o piada è ormai un marchio di fabbrica della Romagna e della cucina made in Italy tout court.

Piadina

L’interesse è così diffuso, e il giro d’affari così interessante e in estensione, che come spesso accade per altri prodotti d’eccellenza italiani le imitazioni “Italian-sounding” fioccano tanto che recentemente, il consorzio di promozione e tutela della piadina romagnola, si è dovuto prodigare per impedire la diffusione di un prodotto contraffatto proveniente dalla Spagna.

 

Un gruppo industriale della penisola iberica aveva infatti iniziato a distribuire in Gran Bretagna ambigue contraffazioni alimentari dal marchio “piadine di Modena”. Il consorzio italiano ha vinto la causa e il tentativo di frode è stato bloccato sebbene non si tratti della prima volta che il prodotto simbolo della Romagna sia stato oggetto di imitazioni come ad esempio accadde nel 2019 in Canada (tentativo analogo a quello britannico a sua volta fortunatamente bloccato dal consorzio sul nascere).

 

 

Il successo planetario di questo piatto straordinario è anche in parte dovuto alla sua elementare preparazione. Al pari di altre semplici e deliziose ricette dal gusto esotico come nachos, patatine fritte di Halloumi, chili con carne o pollo fritto, la “piada” è il comfort food ideale per le serate all’insegna del divertimento. Farina, acqua, strutto, sale e lievito in una forma circolare, pochi ingredienti e tanta praticità per un piatto nato per accompagnare i pasti dei poveri.

 

Lo scrittore e saggista riminese Piero Meldini a proposito della mitica piada ha ricordato che la quasi totale assenza di fonti storiche non permette di confermare la centralità di questo piatto (quasi sacrale per i romagnoli moderni) nella tradizione culinaria territoriale del passato sebbene nella Descriptio provinciae Romandiolae, redatto nel 1371 dal cardinale Anglico de Grimoard (legato pontificio dell’omonima provincia romagnola) si facesse già menzione di larghe focacce lievitate condite con grasso di maiale e cotte nel forno.

Nei secoli fino a 1600 inoltrato, durante il periodo pasquale, tra i contadini e i coloni della Romagna, si diffuse l’uso di ricompensare i proprietari dei poderi con larghe focacce di questo tipo denominate “piadoni”. Un romagnolo doc, tra i più grandi poeti della storia italiana come Giovanni Pascoli, alla piadina dedicò persino una splendida poesia, un aulico tributo ad uno dei più sacri elementi della cucina tradizionale italiana:

Ma tu, Maria, con le tue mani blande domi la pasta e poi l’allarghi e spiani;
ed ecco è liscia come un foglio, e grande come la luna;
e sulle aperte mani tu me l’arrechi,
e me l’adagi molle sul testo caldo, e quindi t’allontani.
Io, la giro, e le attizzo con le molle il fuoco sotto,
fin che stride invasa dal calor mite, e si rigonfia in bolle:
e l’odore del pane empie la casa”

Secondo Raoul Casadei, musicista e compositore italiano tra i più importanti divulgatori della cultura del liscio sul territorio nazionale, la piadina condenserebbe in sé “la grinta di Pantani, l’allegria del liscio, il cuore dei bagnini e l’arte di Fellini” un mix di elementi caratteristici della cultura romagnola. Dal 2004 al 2020 la produzione di piadina romagnola igp è più che raddoppiata passando da 6 a 15mila tonnellate raggiungendo un picco di oltre 17mila tonnellate nel 2019. Un segnale inequivocabile dell’apprezzamento sempre più plebiscitario del prodotto e dell’ottimo lavoro di promozione condotto dal Consorzio che soprattutto negli ultimi anni ha avviato importanti campagne pubblicitarie per allargare l’areale di apprezzamento e il volume di consumo. Del resto la facilità di preparazione rende questo piatto estremamente versatile e veloce da presentare in tavola e addentare. Adatta sia come spuntino a sé che come sostituto del pane durante i pasti, la piada offre interessanti spunti di connubio con affettati, formaggi e verdure. Prosciutto crudo, rucola, squacquerone, mozzarella ed insalata sono solo alcuni dei più classici condimenti che accompagnano questo pane antico dalle origini umili. Oggi le piadinerie più smaliziate offrono i condimenti più svariati e versioni vegane o vegetariane (senza strutto e derivati animali nel condimento) per avvicinare al consumo anche i clienti più esigenti.

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