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Arresto di 3 albanesi per il tentato omicidio di un connazionale

L'aggressione risale al 21 gennaio, fuori del bar Arcobaleno di Punta Marina, ai danni di un 57enne

La sera del 21 gennaio 2018, al di fuori del bar Arcobaleno di Punta Marina Terme, un 57enne albanese del posto è stato aggredito per futili motivi da tre connazionali, due uomini di età compresa tra i 41 e i 38 anni e una donna 33enne, che lo hanno ripetutamente accoltellato e lasciato agonizzante sino al suo ricovero in ospedale.

È subito intervenuto il personale delle Stazioni Carabinieri di Lido Adriano e Marina di Ravenna, del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Ravenna e del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo. Traendo spunto dalle immagini poco nitide del sistema di videosorveglianza del bar, le indagini, sviluppatesi inizialmente in modo tradizionale, hanno poi richiesto il ricorso a espedienti di natura tecnica.

Nel corso delle attività, si è riusciti a identificare solo due degli autori del tentato omicidio, in quanto è stato possibile riconoscere con certezza la donna esclusivamente nelle fasi operative della cattura degli uomini, in esecuzione dei fermi d’indiziato di delitto opportunamente e prontamente emessi dalla Procura della Repubblica di Ravenna al fine di evitare che i destinatari, continuamente in movimento all’interno e all’esterno del territorio nazionale, si rendessero irreperibili.

Il primo, il 41nne A.L., è stato sorpreso in Napoli, con il supporto dei Carabinieri di quel Capoluogo, lo scorso 27 marzo, dopo averlo seguito mentre era intento a muoversi dalla periferia verso il centro.

La donna, tale S.E., è stata occasionalmente notata in un bar di Saltara, vicino a Fano, dove i militari di Ravenna si erano recati per la ricerca del secondo albanese. La donna, riconosciuta, è stata subito sottoposta a fermo d’identificazione. L’iniziativa ha permesso di disporre del tempo necessario per interessare l’Autorità Giudiziaria ravennate, la quale ha emesso un ulteriore provvedimento di fermo d’indiziato di delitto, immediatamente eseguito il 29 marzo, grazie all’ausilio dei Carabinieri del luogo.

Nel frattempo, l’albanese ancora a piede libero, tale B.E., è stato fermato sempre ieri, in una vicina località, poiché alla guida di autovettura rubata per darsi alla fuga dopo essersi verosimilmente accorto del controllo eseguito nei confronti della connazionale. La sua cattura non è stata semplice, atteso che l’extracomunitario ha cercato caparbiamente di sottrarsi all’intervento delle Forze di polizia, aggredendo un Assistente Capo del Commissariato di P.S., messosi a disposizione, insieme alla Compagnia Carabinieri di Fano, per il buon esito dell’operazione. L’albanese, considerate le fasi rocambolesche della fuga e della ricerca, è stato arrestato anche nella flagranza dei reati di ricettazione del veicolo, resistenza e violenza a P.U., nonché reingresso illegale in Italia di straniero precedentemente espulso.

I fermati si trovano ristretti nelle case circondariali di Napoli e Pesaro, per la convalida dei provvedimenti restrittivi.

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