Fillea Cgil, Feneal Uil e Filca Cisl hanno proclamato per venerdì 15 marzo uno sciopero generale dei lavoratori delle costruzioni, che comprendono i comparti di edilizia, legno, cemento, laterizi, lapidei. Nella stessa giornata si svolgerà una grande manifestazione nazionale a Roma, in piazza del Popolo alle 9,30, per chiedere lavoro, cantieri, ripresa, futuro e l’istituzione di un tavolo per una strategia di rilancio e di riqualificazione del settore.

“Abbiamo proposte concrete e di buon senso – dicono i sindacati – e questa è l’ora del buon senso. Serve un Tavolo per una strategia di rilancio e di riqualificazione del settore all’interno di un progetto di manutenzione, prevenzione e rigenerazione con il ruolo attivo del Governo, delle grandi imprese, delle grandi stazioni appaltanti pubbliche, dei soggetti finanziari e dei lavoratori del settore”.

Il Paese, dopo primi timidi segnali di ripresa, rischia di tornare in una fase di recessione. Mancanza di investimenti, mancanza di una politica industriale per la creazione di lavoro, schizofrenia rispetto ai programmi pluriennali per le infrastrutture, assenza di interventi per la messa in sicurezza del territorio (dissesto idrogeologico) e degli edifici pubblici e privati (rigenerazione, antisismico), interventi fiscali volti a premiare l’evasione e a mettere in discussione la progressività, si sommano ad una manovra finanziaria che punta più a meri interventi assistenzialistici che non al rilancio dell’occupazione.

Il settore delle costruzioni a Ravenna è costituito da alcune grandi aziende e un tessuto importante di piccole imprese. Nella nostra provincia la situazione è variegata, ma in tutti gli ambiti c’è stato un forte ridimensionamento per la crisi. Il settore dei Lapidei è privo di realtà importanti ed ha un numero degli addetti molto limitato in poche realtà artigianali; si parla principalmente di marmisti mentre il settore delle cave è quasi completamente scomparso. Anche il settore dei Laterizi ha visto la scomparsa e il ridimensionamento di realtà locali, prima fra tutte la Vibrocementi di Bagnacavallo. La realtà più importante sul territorio rimane Gattelli SPA che opera nel settore dell’edilizia industriale e civile, produce e realizza strutture in prefabbricato ed è attiva con una fornace nella produzione di blocchi in laterizio.

Il settore del Cemento ha subito in linea col settore edile una riduzione delle produzioni che ha portato a chiusure di stabilimenti, in particolare la Micromineral del Gruppo Holcim. La collocazione all’interno del porto è un punto di forza per la competitività delle cementerie di Ravenna, per tutti i vantaggi logistici che questo comporta; infatti ben 3 cementerie sono collocate in banchina: Fassa Bortolo, Barbetti, Italcementi mentre l’unica altra importante realtà del settore è a Casola Valsenio per la presenza del gesso, la Saint Gobain. Ad oggi pur se sembrano scongiurate le ipotesi di chiusura non ci sono piani di rilancio del settore, anche se potrebbero venire importanti novità con l’avvio dei lavori di approfondimento del porto canale.

Il settore del Legno ha subito una forte contrazione conseguente alla crisi delle costruzioni e al blocco dell’export con la Russia; dopo la chiusura della Rafal di Piangipane del Gruppo Trombini, ormai è rimasta in provincia una sola grande azienda, Atl di Faenza, e altre di medio-piccole dimensioni tra le quali Imola Legno con la succursale di Lugo e la Tavar di Ravenna.

Il grande malato – soprattutto per i numeri di addetti e volume di affari che esprimeva in provincia – è il settore dell’Edilizia.

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