Arrestato il riminese Mirco Ottaviani, leader di Forza Nuova
Scontri a Macerata, arrestato il riminese Mirco Ottaviani, leader e candidato di Forza Nuova. Altri sei riminesi sono stati identificati e rilasciati. Ottaviani invece è agli arresti domiciliari da ieri sera. Agli sconti c’è stata molta tensione con delle cariche della polizia nelle vie del centro di Macerata per una manifestazione organizzata da Forza Nuova, che ha violato il divieto del Questore.
Una quarantina di attivisti del movimento di ultradestra, guidati da Roberto Fiore, hanno cercato di entrare nella centralissima piazza della Libertà, ma sono stati intercettati e respinti dalla forze di polizia. Durante il contatto tra manifestanti e agenti sono volate anche delle manganellate. Una decina di attivisti di Forza nuova è stata portata in Questura. Inizialmente la manifestazione di Forza nuova era prevista in piazza Oberdan, dove intorno alle 20.30 si sono radunati gruppi di estrema sinistra, urlando slogan antifascisti. I manifestanti di Fn si sono mossi su un altro itinerario e hanno cercato di andare verso piazza della Libertà. I due gruppi ad un certo punto si sono fronteggiati, divisi da un cordone di polizia, gridando insulti e slogan. Alla fine i manifestanti si sono dispersi.
IL COMUNICATO DI FORZA NUOVA
In tanti anni di militanza politica, in tanti anni di frequentazione della piazza, difficilmente abbiamo assistito a un sopruso talmente evidente e spudorato come quello verificatosi a Macerata la sera dell’8 febbraio. A fronte del divieto d’autorità della manifestazione, la lista elettorale “Italia agli Italiani” e la comunità politica di Forza Nuova hanno optato per lo svolgimento di un semplice comizio elettorale, assolutamente legittimo in prossimità delle elezioni politiche del 4 marzo.
Non c’erano bandiere, non c’erano striscioni, non c’era men che meno alcun corpo atto ad offendere. C’era solo una comunità di popolo, stretta attorno ai propri capi e dirigenti che avrebbero dovuto esporre alla cittadinanza e alla stampa (erano presenti giornalisti da tutto il mondo) le proprie tesi politiche e il proprio programma. Presente sul posto una numerosa delegazione di militanti forzanovisti riminesi e tanti altri giunto dal territorio romagnolo.
E’ stato davvero surreale vedere il segretario nazionale di un partito, in piena campagna elettorale e dinanzi a svariate decine di operatori della stampa, non riuscire a parlare a causa dello strattonamento delle forze di polizia, operanti su disposizioni di ordine pubblico a dir poco imbarazzanti.
Come è naturale che sia, i militanti hanno fatto quadrato attorno al proprio segretario nazionale Roberto Fiore, facendo semplicemente scudo, senza alcuna intenzione offensiva, all’imperversare disordinato del reparto celere.
Ancora più surreale, quasi lisergico, il comportamento dei tutori dell’ordine nel momento in cui la conferenza stampa, pur tra mille difficoltà, volgeva al termine e i militanti stavano tranquillamente defluendo verso la zona in cui avevano dovuto (su disposizione della questura) parcheggiare le proprie automobili, al fine di rientrare alle loro abitazioni.
Un’immotivata carica, una scriteriata violenza, il trascinamento di molti militanti, semplici cittadini, giornalisti, nelle stanze della questura; senza tener minimamente conto della presenza di donne, anziani, disabili e provocando così numerosi feriti.
Ancor più incomprensibile il fermo a cui una quindicina di militanti sono stati sottoposti, trattenuti fino al primo mattino in questura per una semplice identificazione, culminato con l’arresto del responsabile regionale per Forza Nuova in Romagna Mirco Ottaviani, accusato di una “aggressione” di cui è piuttosto stato vittima.
E’ evidente: la forza della nostra ragione incute timore, ancor più quando, come in questo contesto storico, questa ragione, questi ideali, questa consapevolezza, escono dai soliti circuiti ristretti e diventano proprietà del popolo, azione sociale, lotta quotidiana. Altrettanto evidente che l’arresto del responsabile forzanovista, più volte al centro dell’attenzione mediatica per le azioni condotte sul territorio riminese e romagnolo in generale, non abbia alcuna giustificazione se non quella della repressione e dell’ostruzione delle attività forzanoviste che raccolgono ovunque sempre più consenso.
L’arresto, inoltre, costituisce un grave danno al regolare svolgimento della campagna elettorale, che viene compromessa così dalla partecipazione di uno dei suoi candidati di punta.