Aseguito dell’avvelenamento di un cane da caccia avvenuto in località Sapigno in Comune di Sant’Agata Feltria pochi giorni prima di ferragosto imilitari della specialità Forestale dell’Arma dei Carabinieri hanno fattointervenire il personale e duecani del Nucleo Cinofilo Antiveleno per verificare che non fossero presenti bocconi avvelenati nelle pertinenze del cortile dove è avvenuto l’avvelenamento.
Il 13 agosto scorso, in località Sapigno di Sant’Agata Feltria, è deceduto un cane da caccia, un segugio italiano femmina, a seguito di avvelenamento presumibilmente causato da una sostanza lumachicida a base di metaldeide ritrovata all’interno di un sacchetto di nylon gettato nel cortile della casa di un cacciatore. Il cane che ha ingerito la sostanza in data 9 agosto, nonostante le cure veterinarie prestate da un Medico Veterinario di Mercato Saraceno, è deceduto in data 13 agosto. La carcassa del povero animale è
stata celermente ed opportunamente inviata all’Istituto Zooprofilattico di Forlì che ha svolto la necroscopia confermando l’ipotesi di avvelenamento e inviato i necessari campioni ai laboratori specializzati per l’individuazione della sostanza e del principio attivo che ha presumibilmente avvelenato il cane e confermare l’ipotesi della morte determinata dall’umachicida trovato nel cortile.
L’episodio ha destato grande preoccupazione nei residenti in zona. Al fine di bonificare l’area everificare l’eventuale presenza di bocconi avvelenati, sentito il Sindaco del Comune di Sant’Agata Feltria, il locale Comando Stazione CC Forestale ha richiesto il pronto intervento del vicino Nucleo Cinofilo Antiveleno attivo all’interno del Reparto CC Forestale Parco delle Foreste Casentinesi con sede presso la Stazione Parco di Chiusi-La Verna. In data di ieri è intervenuto un conduttore del Nucleo con due cani antiveleno “Titan”, una femmina nera di Labrador e “Puma” un maschio di pastore belga Malinois entrambi di treanni. I due cani sono stati addestrati in Spagna e portati poi in Italia nell’ambito di un progetto Life denominato “Pluto” in collaborazione con il SEPRONA (Servicio de Proteccion de la Naturaleza), il Reparto ambientale delle Guardia Civil spagnola, analogo a quello Forestale dell’Arma che ha contribuito alla formazione dei militari conduttori della specialità forestale. I cani antiveleno sono stati addestrati per la ricerca dei bocconi avvelenati e costituiscono un fondamentale strumento di indagine e un presidio di sicurezza in quanto permettono di bonificare le aree dove potrebbero trovarsi nascosti bocconi avvelenati.
Già al termine della giornata l’intera area è stata bonificata e fortunatamente non sono stati individuati ulteriori esche avvelenate; tale circostanza e altri indizi fanno propendere per una azione di rivalsa contro il cacciatore nell’ambito diepisodi di rivalità e conflittualità all’interno del mondo venatorio; in talsenso stanno procedendo le indagini.
Il Gruppo CC Forestale di Rimini segnala alle Amministrazioni comunali, a cui compete l’onere della bonifica a seguito del ritrovamento di bocconi avvelenati, che possono sempre richiedere la collaborazione del Nucleo Cinofilo Antiveleno. Fondamentale rimane il contributo dei cittadini e dei volontari delle Associazioni ambientaliste e di protezione degli animali che dovessero individuare dei presunti bocconi avvelenati e dei Medici Veterinari
che riscontrassero eventuali decessi di animali per presunto avvelenamento. In entrambi i casi, il rinvenimento di possibili esche avvelenate o le carcasse di animali deceduti, deve essere immediatamente segnalato ai Carabinieri Forestali a i numeri di emergenza 112 o 1515 o al numero del Gruppo CC Forestale, con sede in Rimini, Viale Settembrini 17/d (0541.781601)e il materiale consegnato al Servizio Veterinario che provvederà alle necessarie verifiche e all’invio dei reperti all’Istituto Zooprofilattico di Forlì per la legale necroscopia e l’analisi dei campioni.
Infatti per la lotta all’odioso fenomeno degli avvelenamenti, purtroppo ben presente nel territorio provinciale e regionale, la Direzione Sanità della Regione e il Comando Regione Carabinieri Forestale hanno in essere da alcuni anni un protocollo operativo e la gestione della Banca dati Regionale degli avvelenamenti di animali che costituisce uno strumento essenziale per le indagini e per il monitoraggio del fenomeno. Lapronta disponibilità del Nucleo Cinofilo Antiveleno del Reparto CC Parco Foreste Casentinesi costituisce un importante ulteriore strumento messo in campo per contrastare con tutti i mezzi possibile il fenomeno.























