Salvati due Martin Pescatori nel giro di due giorni dal Centro di recupero Selvatici Anpana di Rimini. Liberato anche un allocco dopo le cure.

 

E’ questa una piccolissima parte del grande lavoro che il Centro riminese ha portato avanti in questi giorni di dicembre. I piccoli Martin Pescatori, uccelli sempre più rari dalle nostre parti, sono stati recuperati, l’uno a Viserba in via Daolio il 22 dicembre, mentre l’altro è stato trovato a Cattolica in via Genova. I due uccellini era in pessime condizioni, denutriti e avevano piccole contusioni, tanto che erano immobili sulla strada. (Nella foto i Martin Pescatori con Umberto Placucci). 

“I Martin Pescatori – hanno detto all’Anpana –  sono stati tenuti al caldo e gli sono stati somministrati anti-infiammatori e la Vigilia di Natale sono stati liberati perché è difficilissimo che si adattino a mangiare il cibo che gli viene proposto”. Se lo vogliono pescare. Il nome dice tutto. Appena mollati sono partiti a razzo.

L’alloco, invece è stato imboccato e curato e il 23 dicembre è stato lasciato libero a Montefiore località di San Gaudenzio. 

L’allocco liberato dopo le cure 

 

MARTIN PESCATORE 

Il Martin pescatore vive e nidifica in Africa nord-occidentale, Spagna meridionale e orientale e Corsica. Questo l’areale di presenza della sottospecie atthis , che abita anche l’Italia centro-meridionale, mentre la parte continentale della Penisola – oltre all’intera area a nord e a ovest di quella occupata dalla sottospecie nominale – è abitata dalla sottospecie atthis ispida . Altre 5-6 sottospecie, poi, completano il quadro della regione paleartica occidentale.

Due i caratteri distintivi che rendono questo uccello inconfondibile. Anzitutto il piumaggio, brillante, sfumato di turchese e verde smeraldo sul dorso, mentre il petto appare di un vivo arancione. Quindi le sue abitudini alimentari: non è raro osservarlo immobile per ore, appollaiato in prossimità dell’acqua, nella quale è solito tuffarsi non appena individuata una potenziale preda.

Come è facile immaginare, la specie ha sofferto parecchio per la progressiva cementificazione di fiumi e torrenti. Altro fattore critico, l’inquinamento, che ha sia impoverito che alterato chimicamente la sua dieta, costituita quasi unicamente da pesce.

Dal peso di appena 40 grammi, il Martin pescatore può ingoiare prede relativamente grandi per la propria stazza, anche di pari o superiore dimensione, per poi “finirle” becchettandole insistentemente su una pietra posta nelle vicinanze dell’acqua. In Italia, la specie risulta di abitudini stazionarie, ma è cospicuo anche il contingente migratore e svernante.

 

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