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E’ morto l’imprenditore riminese Primo Antolini

Primo Antolini

E’ morto a 97 anni Primo Antolini. Il mondo dell’imprenditoria è in lutto. Primo Antolini, è stato un grande imprenditore riminese, il cui nome era legato a due aziende che hanno varcato i confini nazionali: la Paglierani Costruzioni e la Ocrim, ditta specializzata del settore molitorio e nella fornitura di silos e trasporto cereali. L’azienda è ora guidata dai figli Sergio e Alberto.

Primo Antolini cresce nella campagna romagnola, in una famiglia contadina che gli trasmette il valore del lavoro e della responsabilità. Lo scoppio della seconda guerra mondiale mette fine alla sua tranquilla vita di provincia, coinvolgendolo nel tragico conflitto e nella conseguente prigionia in un campo di concentramento in Germania. Il sottotenente Antolini ricorda la fame e gli stenti di quel tempo, un’esperienza dura che ha contribuito a temprarlo e a renderlo quell’uomo tenace che non si è mai perso d’animo di fronte agli ostacoli della vita. Dopo un periodo dedicato all’insegnamento come maestro elementare (un suo collega era Tonino Guerra), inizia la sua carriera imprenditoriale nell’azienda del suocero, Fernando Paglierani. Inizialmente era una semplice officina meccanica che produceva insaccatrici per il cemento poi, negli anni ’60 e dopo il ritiro del suocero, Primo Antolini prende le redini dell’azienda, investendo ampie risorse nella ricerca di soluzioni innovative e trasformando PAGLIERANI in quell’azienda che oggi è conosciuta e apprezzata in tutto il mondo.  È stato solo l’inizio di una lunga carriera caratterizzata da geniali intuizioni e da una visione internazionale di un’imprenditoria votata all’Italian Made. Nel 2013 la Prefettura di Rimini gli consegnò la medaglia d’onore del Presidente della Repubblica.

Il 14 aprile scorso durante i festeggiamenti del suo 97° compleanno scrisse a lavoratori e amici delle sue aziende: 

“Tante primavere sono passate. Una vita così veloce e piena di insidie e successi: le origini contadine, la guerra, la prigionia, l’insegnamento alle nuove generazioni del vero senso della vita, la scommessa nel privato attingendo onestà, esperienza e professionalità da chi mi aveva dato l’opportunità di mettermi in gioco. Oggi i miei giorni sono pieni di gioia nel vedere quello che per me è stato in continua progressione. Grazie a tutti Voi per quello che siete e quello che fate. Io desidero continuare a divertirmi, divertendomi nel vedere la Vostra allegria, lo spirito di appartenenza, la Vostra professionalità con la certezza di non essermi assolutamente sbagliato. Con affetto, Primo Antolini “. 

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