Pensava di avere trovato l’amore e allo stesso tempo di lasciare il suo paese, la Macedonia, per vivere a Rimini una località sempre sognata. Ma per una ragazza di 19 anni, macedone, il sogno è subito svanito una volta giunta sulla riviera romagnola diventando un incubo.
La storia è iniziata su Facebook quando incontra un ragazzo di 24 anni con il quale per un mese intrattiene un rapporto che diventa sempre più intimo. Chat, foto e scambi di post sempre più intimi che la fanno innamorare di lui. Da “social” quel rapporto può diventare reale perché lui, di origine kosovara, la invita a raggiungerlo a Rimini, dove vive da oltre vent’anni, per tradurre quello che fino ad allora era un amore virtuale in vero e proprio fidanzamento.
La ragazza decide di lasciare la Macedonia per trasferirsi a Rimini, in casa del fidanzato, dove vive con il padre 50enne in una villetta nel centro della città. Ma ben presto tutto cambia: quello che doveva essere l’inizio di una nuova vita infarcita d’amore diventa un incubo. Il ragazzo e suo padre del giovane diventano i suoi carcerieri, togliendo dalla sua disponibilità il cellulare e passaporto, costringendola a fare da cameriera sotto la continua minaccia di violenze fisiche e psicologiche, fino a quando un fratello del fidanzato le presta il cellulare e lei chiede aiuto al padre in Macedonia che ha chiama la Polizia italiana.
Quando arriva la segnalazione al 113 è scattato subito il blitz delle Volanti della Questura di Rimini che hanno prelevato la giovane portandola in Ospedale. Da qui è scatta l’indagine coordinata dal sostituto procuratore Davide Ercolani, che ha portato all’arrestato per sequestro di persona, lesioni e maltrattamento in famiglia, padre e figlio,




















