Infermiere di Rimini utilizzando il permesso d’assenza per assistere un parente disabile o malato rimaneva a casa dal lavoro. Nei guai anche uno zio che aveva lo stesso un permesso della legge 104/92.
Da Rimini, l’infermiere, si era fatto trasferire a Teramo nell’ambito di una procedura di mobilità interna. Era andato a Teramo, nonostante fosse dipendente dell’Ausl Romagna, perché lì c’è uno zio tecnico radiologo.
Zio e nipote ora sono accusati di truffa. Entrambi avevano il permesso per assistere un parente disabile o malato, la 104 appunto, ma in realtà questo benefit serviva per non andare a lavorare. Così sono rimasti a casa dal lavoro per oltre mille giorni. E in realtà non avrebbero assistito nessuno. Anzi, i finanzieri, hanno scoperto anche che i due si erano fatti persino una bella vacanza di qualche giorno sfruttando la loro possibilità. Il riminese e lo zio sono stati rinviati a giudizio con l’accusa di aver sottratto all’Ausl Romagna e all’Ausl di Teramo una somma che la Guardia di Finanza ha quantificato in 70mila euro per essere rimasti a casa col “falso permesso” 1.337 giorni. L’Ausl Romagna nel corso dell’udienza preliminare dell’altro giorno che si è tenuta al Tribunale di Teramo si è costituita parte civile.




















