“Chi può metta, chi non può prenda” è questo il messaggio scritto su un foglio appeso a un cestino in un vicolo di Napoli, dove chiunque può lasciare qualcosa per chi al momento non può permettersela. Si tratta della “spesa sospesa”, che riprende il concetto del famoso “caffè sospeso” e quindi si può aiutare gli altri comprando qualche prodotto alimentare in più da donare a chi ne ha bisogno.
In questa assurda primavera dove la natura continua il suo ciclo, a dispetto dell’uomo che la guarda immobile dalla finestra, il gesto solidale partito da Napoli, si sta diffondendo più velocemente del famigerato coronavirus. E dunque chi in questo periodo la spesa non può permettersela perché non sta lavorando e guadagnando ha la possibilità di attingere, in totale anonimato, dalle spese pagate per conto terzi e presso un pò tutti i negozi dello Stivale. Il Forno Santolini di Miramare, ad esempio, ogni giorno, dopo l’orario di chiusura delle 13,30 lascia una cesta con dentro i prodotti di giornata imbustati e sigillati, perché “a noi hanno insegnato che un pezzo di pane non si nega a nessuno. E per chi vuole partecipare può lasciare un pò di spesa per le famiglie che si sentono sole” (foto)
È l’Italia vera, quella generosa, quella che vede Rimini, le sue associazioni, i suoi commercianti, i suoi cittadini in prima fila. Un paese, il nostro, cresciuto anche in tempo di covid-19 , che pur inginocchiato, sta dando lezioni di moralità , dignità, forza e coraggio all’Europa degli speculatori, beceri e sordi al suo grido d’allarme , ed al mondo intero. E la speranza è che la disponibilità all’aiuto verso il prossimo resti come segno tangibile di questa emergenza sanitaria.
Roberto Giannini




















