È Riccione a ospitare Working in Tourism la prima borsa del turismo delle professioni turistiche organizzata da Confesercenti, Assohotel e Cescot Lavoro, per rispondere alle esigenze di richiesta di personale delle imprese della riviera romagnola. Al taglio del nastro oggi 26 marzo alle ore 11 al Palazzo del Turismo, c’erano il Direttore di Confesercenti Emilia Romagna, Marco Pasi, il vice presidente regionale Assohotel Confesercenti Fabrizio Albertini, il Presidente di Confesercenti Rimini, Fabrizio Vagnini, la vice sindaco di Riccione, Laura Galli, il Direttore di Confesercenti Rimini, Mirco Pari e il Presidente della Provincia di Rimini, Riziero Santi.

L’iniziativa rappresenta anche l’implementazione del portale di ricerca lavoro https://www.cescotlavoro.it/ con l’apposita sezione dedicata al turismo, dove le imprese possono trovare il personale che occorre loro per le proprie attività e le persone possono inviare i loro curriculum per essere inseriti nella banca dati e ricevere le proposte di lavoro più coerenti. La partecipazione all’evento di Riccione e l’inserimento nella banca dati di Cescot Lavoro sono completamente gratuiti sia per le persone che per le imprese.La giornata è organizzata su incontri prefissati, sulla base delle candidature ricevute nei giorni scorsi tramite il portale, per cui le imprese sanno in anticipo le persone che si sono accreditate per i profili professionali richiesti così come i candidati sanno con quali imprese sosterranno il colloquio di lavoro. Molti, saputo dell’appuntamento, si sono presentati senza iscrizione, ma hanno potuto comunque sostenere i colloqui. I posti di lavoro oggetto dei colloqui, sono più di 200, con contratti di lavoro diversificati, anche a tempo indeterminato, e i profili più richiesti sono quelli relativi all’ospitalità, alla ristorazione e agli stabilimenti balneari.

Sono 350 gli aspiranti lavoratori che si sono presentati, molti già dalle prime ore del mattino. “Questo evento – afferma Marco Pasi, Direttore di Confesercenti Emilia Romagna – rappresenta una risposta concreta alle oggettive difficoltà che le imprese turistiche della nostra riviera incontrano nel reperire la forza lavoro necessaria. La creazione della sezione dedicata al turismo nel portale Cescot Lavoro, che prende il via proprio da Riccione, è, inoltre, un ulteriore strumento che la nostra associazione mette a disposizione di chi vuol lavorare nel settore e rientra a pieno titolo fra i numerosi servizi che Confesercenti e Assohotel offrono ai loro associati”.

“Con questo appuntamento, che per la prima volta si tiene a Riccione, incrociamo l’offerta di lavoro con la domanda – spiega il presidente di Confesercenti Rimini, Fabrizio Vagnini -. Cescot ogni anno organizza numerosi corsi per formare e avviare il personale alle professioni del turismo. Con la proposta di questi 200 posti di lavoro, per lo più offerti da bagnini, albergatori e ristoratori, chiudiamo il cerchio facilitando l’incontro tra chi offre impiego e chi lo cerca. Per quanto riguarda i corsi abbiamo registrato una flessione nel numero delle iscrizioni, stiamo valutando le cause, al momento notiamo che è coincisa con l’introduzione del reddito di cittadinanza”.

La stragrande maggioranza delle imprese turistiche della costa romagnola pensa che avrà difficoltà nel reperire il personale necessario ad affrontare la stagione estiva alle porte. È quanto emerge dall’indagine condotta da Confesercenti e Assohotel Emilia Romagna fra le imprese alberghiere associate, presentata questa mattina a Riccione in occasione di Working in Tourism, la Borsa delle professioni turistiche. Dall’indagine emerge come ben l’83% degli intervistati preveda di incontrare difficoltà a trovare personale. Una situazione che si era già presentata durante la stagione 2018 e che per il 48% delle imprese si ripeterà nella stessa misura anche nel 2019, mentre per un altro 48% la previsione è che queste difficoltà aumentino.Le difficoltà maggiori, nella ricerca del personale, riguardano la mancanza di competenze adeguate per il lavoro che si dovrà svolgere (66% dei casi); la poca disponibilità ad affrontare orari di lavoro ‘atipici’ (come il lavorare nei week-end o nelle giornate festive – 52% dei casi); trovare persone motivate e interessate alla tipologia di lavoro offerto (48% dei casi); la poca esperienza (30% dei casi) o la poca disponibilità a svolgere le mansioni più semplici (27% dei casi).

Le mansioni in cui le difficoltà a reperire personale sono maggiori, sono quelle dell’addetto alla sala e al bar (66%), alla cucina (55%), ai piani (26%) ma anche alla spiaggia per quanto riguarda gli stabilimenti balneari (21%).Lo strumento di ricerca e selezione del personale rimane ancora legato a quello classico del passaparola da fonte di colleghi o parenti (87%), seguito da annunci e inserzioni sugli strumenti di comunicazione tradizionale (49%) e dalle associazioni di categoria e dei loro centri di formazione (34%). Un ruolo importante, tuttavia, lo giocano anche le autocandidature (32%) anche se quest’anno questo si dimostra un canale un po’ più ‘fiacco’ del passato.La difficoltà nel reperire personale qualificato si rivela, comunque, un ostacolo serio allo sviluppo delle aziende (denunciato nel 26,4% delle imprese intervistate) anche se ha un peso di gran lunga inferiore al costo del lavoro troppo elevato (58,5%), dei costi di gestione troppo alti (54,7%), della troppa burocrazia (30,2%).Secondo i dati del Sistema informativo lavoro Emilia-Romagna (allegati) il settore del turismo nelle quattro province della Romagna ha visto 28.242 assunzioni negli ultimi due anni, con 2.310 trasformazioni di contratti a termine con contratti a tempo indeterminato, e con alcuni comuni che realizzano numeri particolarmente rilevanti. In testa Rimini con 5.724 assunzioni nel 2017 e 2018, seguito da Cesenatico 4.071; Cervia 4.047 e Comacchio 1.700.

“La nostra riviera – afferma Filippo Donati, Presidente di Assohotel Emilia Romagna – continua a rappresentare una formidabile opportunità in termini di occupazione, in particolare giovanile, ma occorre che lavorare nel turismo torni ad essere recepito come un valore e che si creino le condizioni per agevolare l’incontro fra domanda e offerta, in particolare verso le tante imprese a gestione familiare che rappresentano ancora la vera ricchezza della nostra realtà”.

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