Gioia, quale altra parola si può usare se trascorri una giornata così, inondata dal sole e dall’allegria? Stamane, Pasquetta, voglio perseguire la tradizione tanto decantata in TV. Faccio contenta mia figlia e anche la bimba che risiede in me e partiamo, alla volta di Riccione, per fare il picnic stese al sole, con la nostra coperta, nel parco di Villa Mussolini.
Il cibo non lo porto, nell’evento promozionato su Facebook c’erano indicazioni su quello che si poteva acquistare. Appena arrivate, scopriamo che il parcheggio sotterraneo che scorre per tutto il lungomare, oggi è gratuito. Alla villa, stendiamo la nostra coperta sotto ad un albero ancora spoglio, pertanto non siamo all’ombra. Proprio la situazione per me ideale.
Voglio crogiolarmi di luce, sentirmelo addosso e dentro, affinché mi illumini fino all’animo. Aurora ha fame e insieme ci dirigiamo al furgoncino dove si può acquistare il pranzo. Con 10 euro ci danno cinque pezzi abbondanti di lovarie salate: tortino al cavolo, muffin agli spinaci e formaggio, mattonella di cheese cake con ricotta al basilico e pomodoro, toast con uovo all’occhio di bue e parmigiano e tramezzini al prosciutto, formaggio e maionese. Direi che basta per noi due; ci regalano pure una fetta di colomba ai frutti di bosco e nutella. Mentre io mi ritaglio la mia mezz’ora a scrivere, Aurora si lancia nella pista appositamente preparata per i balli che seguiranno nel pomeriggio, e si lascia travolgere dalla musica. Sono molto contenta di vederla così felice. Poi, andiamo in spiaggia e anche qui troviamo tanta gente, come ieri a Pinarella.
Dopo un’ora di giochi per Aurora, andiamo a fare una passeggiata nelle vie dello shopping più sfrenato di Riccione. Viale Ceccarini, Via Dante. Mi sorprendo a vedere quanti cani gironzolano al guinzaglio, e quanti sono addirittura nella saccoccia, pancia a pancia con i loro padroni (pincher, chihuahua). Sembrano più coccolati loro che i bambini. C’è talmente tanta gente che è quasi fatica camminare, devo tenermi stretta Aurora per non perderla. A lei piace correre ovunque. Il ritorno verso Cesena è un po’ meno idilliaco. Chilometri di code. Non mi arrendo alle file. Faccio tante di quelle deviazioni sulle strade di prima collina che rimango ferma solo dieci al massimo. E’ dolce salire e scendere nelle strade di Covignano, di Santarcangelo, di Longiano. A destra si vede il mare e distese di vigne e ulivi. È questo che voglio, viaggiare, senza tempo, meravigliandomi delle bellezza della mia terra.
Chiara Dall’Ara
