Agenti della Questura di Rimini, impegnati in uno specifico servizio finalizzato al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti e dei reati predatori, hanno notato alcuni movimenti sospetti da parte di un uomo albanese nei pressi di un residence, in relazione al quale da qualche tempo era stata avviata dalla Polizia di Stato una specifica attività.
Nei giorni scorsi i poliziotti, nel transitare a bordo dell’autovettura di servizio nei pressi di quella struttura, hanno notato “strani” movimenti, per i quali gli operatori hanno ritenuto di dover effettuare altri approfondimenti appostandosi in osservazione che ha consentito di acquisire riscontri ai loro sospetti. E’ stata avviata l’attività di pedinamento in particolar modo nei confronti di un uomo albanese, domiciliato all’interno di quella struttura ricettiva. Dalle abitudini e dalla condotta gli agenti avevano anche compreso che quell’uomo deteneva lo stupefacente presso l’abitazione di una complice.
Nella mattinata di ieri, durante uno specifico servizio, i poliziotti hanno visto giungere presso il residence in questione una donna a bordo di un ciclomotore che entrava nel residence e ne usciva dopo circa un’ora. Anche quella donna veniva pedinata fino alla sua abitazione, ubicata presso un altro residence.
L’attenzione degli agenti si è concentrata subito dopo sull’uomo albanese, che veniva monitorato costantemente. Lo stesso, uscito dal residence, si è portato nei pressi di un bagno sulla spiaggia riminese e ha incontrato un cittadino turco proprio davanti alla cabina adibita ad ufficio dello stesso bagno. L’uomo albanese è stato visto chiaramente dal personale operante consegnare qualcosa al turco, prima che i due si dividessero per prendere direzioni opposte.
A quel punto sono intervenuti. Il cittadino turco è stato fermato dagli operatori all’altezza di un altro bagno poco distante e trovato in possesso di oltre 10 grammi di cocaina divisa in dosi. L’albanese, invece, è stato seguito fino in via Regina Elena mentre parlava al telefono in evidente stato di attesa. Poco dopo si è incamminato in direzione Riccione, per incontrare un cittadino tunisino, sempre lungo la stessa via: anche in questa circostanza gli operatori della Squadra Mobile hanno visto i due scambiarsi qualcosa.
Ritenendo che si fosse verificata un’altra cessione di stupefacente da parte dell’albanese, gli agenti sono intervenuti bloccando questa volta entrambi: il tunisino al fine di sottrarsi all’arresto ha fatto cadere qualcosa dalla mano destra, che gli investigatori hanno subito recuperato scoprendo 21 dosi di cocaina. Mentre addosso all’albanese, all’interno di un pacchetto di sigarette, i poliziotti hanno rinvenuto ulteriori due dosi di cocaina aventi un identico confezionamento, una chiusura a caldo con la particolarità di essere piatta e peso di quelle rinvenute in possesso sia della donna riminese che del turco.
A quel punto gli agenti si sono portati presso il residence già “attenzionato” dove hanno eseguito la perquisizione dell’appartamento occupato dall’albanese e, come era prevedibile, non permetteva di rinvenire nulla di rilevante, mentre altri colleghi si sono recati ad attendere sotto la sua abitazione la donna riminese che al suo arrivo l’hanno bloccata per poi procedere alla perquisizione dell’appartamento, dove sono stati trovati oltre due etti di sostanza stupefacente suddivisa, una parte, in un grosso “sasso” e, un’altra parte, in dosi chiuse all’interno di un ovetto. Gli agenti hanno in particolare accertato che due delle dosi che aveva al seguito erano identiche a quelle trovate in possesso dell’albanese e quelle cedute da quest’ultimo al turco.
I quattro, un tunisino 34enne, un turco 43enne, un albanese 29enne e una riminese 56enne, sono stati condotti presso gli Uffici della Questura dove sono stati arrestati per detenzione di droga ai fini di spaccio. Gli arresti sono stati convalidati in mattinata: la donna è stata trasferita al carcere femminile di Forlì.
