E’ morto Stefano “Tete” Venturini, uno dei pionieri dei locali pubblici ed ex presidente della Confcommercio provinciale di Rimini e vicepresidente della Fiera. Aveva 72 anni. Se ne è andato a seguito di un malore improvviso. A ritrovarlo a casa privo di vita è stata la moglie nel pomeriggio di ieri.

Dal 1971 al 1991 gestisce uno dei primi pub aperti a Rimini, l’Italian Pub a Marina Centro, poi da vita ad un altro locale innovativo nella sua tipologia di gestione, il Bounty, realizzato scenograficamente come una nave di pirati, ispirato alla sua grande passione, il mare. Contribuì alla nascita della “movida” nella piazzetta della vecchia pescheria aprendo la Cantinetta. Ha sempre avuto una barca e amava fare anche immersioni assieme ai suoi amici subacqui. Dopo la sua uscita, un po’ burrascosa, dalla presidenza della Confcommercio aveva scelto come “buon ritiro” le Tremiti. Isola che amava, un amore che condivideva con un altro suo grande amico, Lucio Dalla. Aveva scritto anche un libro, “Il mare visto da sotto. Alla scoperta dei fondali marini”.

E proprio in mare fece l’esperienza più tragica della sua vita: il ragazzo con cui stava facendo un’immersione in acque profonde ad Hurgada aveva perso i sensi. Aveva cercato di riportarlo a galla e aveva rischiato di annegare con lui. Era disperato per non essere riuscito a salvarlo.

“Tete” non era un nativo riminese, le sue origini erano sarde, era nato a Carbonia il 26 dicembre del 1946, ed era giunto a Rimini all’età di 10 anni. Ma del riminese aveva tutto, anche quella creatività un po’ spavalda, e nelle sue operazioni metteva il “fiuto” e il gusto dell’avventura. Lascia la moglie Patrizia e due figli, Alberto e Alfredo.

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