Home Rimini

San Patrignano nel bosco di Rogoredo, periferia di Milano, centrale dello spaccio con Skytg24

Ieri notte il responsabile prevenzione della Comunità, Antonio Tinelli: “Non si può agire come singoli. Bisogna unire le forze”

Nella foto: l'incontro con Akmar che vive nel bosco di Rogoredo

Ieri notte il responsabile prevenzione della Comunità di San Patrignano, affiancato dal giornalista Carlo Imbimbo di Skytg24, è stato protagomista della diretta speciale “le vie della coca”, avventurandosi nel bosco di Rogoredo, periferia di Milano, centrale dello spaccio.

Questo il suo racconto: “Skytg24 ci ha voluto tra i protagonisti della diretta speciale “le vie della coca”, sia come esperti del recupero e della prevenzione dalle dipendenze, che come testimoni consapevoli del fenomeno e della sua evoluzione negli anni (siamo il quarto paese in Europa per il consumo di cocaina).

Il giornalista Carlo Imbimbo ci ha portati in strada con lui per raccontare come si vive quando è la dipendenza a tracciare la strada di una persona. Abbiamo accolto l’invito con un obiettivo: capire se si può fare qualcosa a Rogoredo, ed eventualmente, cosa.

Una ‘terra di nessuno’ viene chiamata, invece è proprio qui l’errore, perché c’è qualcuno. Anzi, più di qualcuno. Ci sono persone che vivono lì, al freddo e nella sporcizia, strafatti. Uno di questi è Akmar, che ha vinto anche la ritrosìa alla telecamera pur di avere un contatto umano. A stento, con gli occhi semiaperti ci dice che il suo problema non è la droga. Forse la verità la dice il suo cappello, dove c’è scritto: “all you need is love””.

“La sensazione che mi ha lasciato quel luogo è una sensazione di lutto – afferma il responsabile comunicazione e prevenzione di San Patrignano Antonio Tinelli – È un luogo lastricato di morte e disperazione. Eppure, non è un mondo parallelo, non è qualcosa che non ci riguarda. La convinzione forte con la quale siamo tornati a casa, continua Tinelli – è che quello di Rogoredo è un problema troppo grande perché una sola realtà possa farsene carico. Serve un’azione sinergica fra le istituzioni e tutte le associazioni che possono dare una mano. San Patrignano farà la sua parte, ma bisogna agire insieme. C’è un problema di permessi di soggiorno, assistenza sanitaria, programma di disintossicazione in clinica, colloquio motivazionale, eventuale ingresso in struttura di recupero”.

“Da 40 anni seguiamo la stella della speranza e questo primo approccio con la situazione di Rogoredo a ridosso del Natale ci ricorda quanto è importante non perdere mai quella luce. Le 26.000 persone che hanno ricominciato a vivere grazie a san Patrignano sono la prova che dalla droga si esce. Però non vogliamo che questa sia una storia di Natale per intenerire i cuori di ci si accorge del problema droga una volta l’anno”.

Antonio Tinelli chiude il suo racconto con un appello: “San Patrignano vuole fare la sua parte, concretamente. Il nostro appello agli attori sociali è dialogare insieme per trovare una soluzione”.

NO COMMENTS

RispondiAnnulla risposta

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Exit mobile version