I sindaci della Romagna scrivono all’assessore regionale al Turismo chiedendo che siano i Comuni a decidere sugli orari di apertura degli stabilimenti: “Dobbiamo trovare modalità nuove”
Tempo di utilizzo della fascia a mare prolungata; “asset strategici” e dunque la possibilità di “pranzare e cenare” sotto l’ombrellone, con la somministrazione in spiaggia e il delivery da “incentivare e promuovere”. E soprattutto ai Comuni la facoltà di “determinarsi liberamente in materia di accessi degli utenti, delle aperture e chiusure degli stabilimenti balneari e delle spiagge”.
I Comuni costieri della Romagna, Rimini, Riccione, Cattolica, Misano Adriatico e Bellaria-Igea Marina scrivono all’assessore regionale a Mobilità e Turismo, Andrea Corsini, in merito alla prima stagione balneare segnata dal Covid-19.
Sottolineando che “lo scenario che comincia a intravedersi è preoccupante a dir poco”, con uno “choc senza precedenti in termini di calo del Pil, dell’occupazione e dunque del benessere delle imprese e delle famiglie”. Insomma, si legge nella lettera datata venerdì 15 maggio, il turismo è stato “colpito al cuore, si chiama ripartenza ma di fatto è una sfida nuova“. Così “aumenterà la necessità di poter vivere per più tempo un maggior spazio. Tempo e spazio sono le nuove coordinate entro cui le città dovranno ridisegnarsi”.
