Era il 9 settembre del 1998 quando all’ospedale San Paolo di Milano moriva uno dei pilastri della canzone italiana, Lucio Battisti. Andato via troppo presto, a soli 55 anni, per una malattia su cui ancora adesso, dopo due decenni, non è caduto il riserbo. Le cause del decesso, seguito a giorni di ricovero, non sono state rese note per volere della famiglia, la moglie Grazia Letizia Veronese e il figlio Luca. La vita del grande cantautore, per cui anche solo tentare un elenco dei successi sarebbe difficile, tanto sono numerosi, è stata accompagnata da una riservatezza – negli ultimi più un rifiuto dei media – che ne ha alimentato il mito.
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato oggi alla signora Grazia Letizia Veronese Battisti un messaggio: “A vent’anni dalla precoce perdita di Lucio Battisti, figura indimenticabile della musica leggera italiana del secondo novecento, desidero ricordarne lo spessore artistico, la fervida creatività e le intuizioni geniali che hanno dato vita a opere intramontabili”.
Ancora: “Fin dagli esordi impresse un impulso innovativo al linguaggio musicale del nostro Paese, sperimentando sonorità suggestive e stili assai diversi. Il suo straordinario talento, insieme alla costante e rigorosa ricerca di evoluzioni espressive, lo hanno consacrato come un punto di riferimento nel panorama musicale italiano, superando, nonostante la sua natura schiva e riservata, i confini nazionali. Autentico precursore e interprete delle emozioni, delle inquietudini e dei mutamenti sociali e culturali di un’epoca ha influenzato generazioni di cantautori”. “Con questo spirito – conclude il messaggio – rivolgo a lei, a suo figlio Luca e a tutti i familiari, sentimenti di ideale partecipazione”.
Si può ben dire che per Lucio Battisti Rimini era la sua seconda città, dove aveva preso casa al mare, in via Ramusio, insieme alla moglie Grazia Letizia Veronese che ancora ci viene a soggiornare, così come il figlio Luca.
E’ una storia profonda quella tra Battisti e questa città, con riflessi anche nelle sue canzoni. Intanto qui veniva sempre volentieri, lo si poteva scorgere nei ristoranti, oppure alla pasticceria Tino o in piazza Cavour a fare colazione al Caffè Vecchi. Tra le sue frequentazioni riminesi personaggi come Elio Tosi, allora patron dell’Embassy, ed Elio Pasquini, conosciuto nell’ambiente artistico come “il mago delle luci”.

Storica la data del 7 agosto 1970, quando dall’Altro Mondo Studio’s partì la sua tournée con la mitica Formula 3. Un successo clamoroso. Duemila persone ai piedi del palco, altrettante in fila fuori. Ma quella fu la sua prima e ultima tournée. Poi nel locale di Miramare Battisti torna per un’edizione del Disco per l’Estate con “Acqua Azzurra Acqua Chiara”.
E’ già Lucio-mania. Lui però non dimentica gli amici riminesi. Tra i tanti il compianto Gilberto Amati, che dell’Altro Mondo prima ancora che proprietario è stato la mente. Lo stesso Amati divenne socio della Numero Uno, la casa discografica di Battisti. Lo volle anche al suo matrimonio. C’è chi ricorda che in quell’occasione Lucio gli annunciò l’intenzione di ritirarsi dalle occasioni pubbliche per concentrarsi solo sulla musica.