Rapina a mano armata e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Questi i reati commessi da C.F, un 23 enne di origine napoletana residente a Gambettola, operaio. E’ stato arrestato dai militari della stazione di Gambettola il 25 maggio scorso in flagranza di reato.
L’attività è scaturita da un episodio che si è verificato sempre nella cittadina alla fine del mese di aprile. Nelle prime ore di quella mattinata, la pattuglia si portava in piazza Pertini per un’aggressione; sul posto i militari hanno trovato un 47enne steso a terra, in un lago di sangue con ferite alla testa e con il volto tumefatto.
A seguito di cure mediche, in ospedale, veniva refertato con una prognosi di 20 giorni. La vittima, però, non aveva fornito elementi utili ai fini di risalire all’aggressore, ma faceva presente che era stato derubato di portafogli e del cellulare. Le indagini, quindi si indirizzavano subito verso il mondo dello spaccio. Un primo particolare risultava anomalo; la denuncia di smarrimento del portafogli.
E nella deposizione successiva, l’uomo cambiava più volte versione tanto da ritenere quel furto poco probabile. Analizzando le immagini di telecamere sul luogo dell’aggressione, i militari non avevano scatti della stessa, ma comunque foto utili alle fasi successive all’aggressione che hanno consentito di individuare alcuni persone. Si orientavano quindi le indagini verso l’operaio partenopeo, rompendo anche il muro di omertà che si era creato nel “giro”. Un altro particolare risultava anomalo; la frattura del setto nasale del 47enne. Da successivi indagini i militari scoprivano che il 47enne aveva subito in quella nottata due aggressioni.
La prima da parte di un soggetto con cui aveva trascorso la serata in un locale gambettolese il quale si era allontanato per pochi minuti dallo stesso a bordo della sua auto, per poi ritornare poco dopo.
Alla chiusura del locale, la vittima aveva poi incrociato C.F. e avevano iniziato a litigare. Da qui la seconda aggressione e la rapina. Sugli indizi raccolti era verosimile che il movente di tutto fosse lo spaccio di stupefacenti. Continuando con le indagini i carabinieri hanno ritenuto che l’autore della rapina fosse proprio il partenopeo; per questo motivo è stato richiesto all’Autorità Giudiziaria di Forlì un decreto di perquisizione a suo carico. Il 25 maggio scorso i carabinieri hanno trovato il telefono della vittima nella casa del napoletano. La cosa “strana” è che il 23enne ha consegnato il cellulare e la sim spontaneamente, ma il nervosismo e i fatti accaduti non hanno fatto desistere i militari. Che all’interno dell’abitazione hanno trovato sei panetti di hashish del peso di 99 grammi ognuno, un altro mezzo panetto, altri pezzetti della stessa sostanza, un cutter, un bilancino di precisone e il materiale per confezionare la sostanza stupefacente. Oltre a 3.500 euro e 900 in moneta. Dunque un totale di 745 grammi di hashish e 4.106 euro provenienti dallo spaccio . L’attività svolta ha dunque permesso di fare luce su due reati; la rapina e lo spaccio di sostanze stupefacenti destinate al mercato locale.
Cristina Fiuzzi




















