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Ondata di polveri sottili dall’Est, a Savignano sul Rubicone è record

Ondata di polveri sottili dall’Est, a Savignano sul Rubicone è record. Dopo alcuni giorni di calo, dovuti anche alla riduzione delle auto circolanti, ieri sono esplosi, in Emilia-Romagna i valori delle Pm10, le polveri sottili. Sono stati infatti registrati ben 140 microgrammi per metro cubo a Rimini, 133 a Savignano sul Rubicone, 117 a Ravenna, 112 a Imola, 110 a Faenza e Ferrara, 101 a Parma e 98 a Bologna. Ben oltre la soglia tollerata. Solo due giorni fa (giovedì 26 marzo), i valori erano compresi tra 3 e 25.

LE CAUSE DELLE CENTRALINE IMPAZZITE

Secondo l’Arpae, la causa più probabile dell’impennata dei valori – registrata anche nelle altre regione del Nord – sembra essere un trasporto a grande scala proveniente da Est. Da sabato infatti, grandi masse d’aria particolarmente ricche di polveri sono arrivate sull’Emilia-Romagna provenienti dall’area del Mar Caspio.

Non solo il coronavirus. L’Est asiatico sembra dispensare minacce a piene mani, stavolta sotto forma di polveri sottili. Ciò che è accaduto negli ultimi giorni ha pochi precedenti: le correnti gelide di inizio settimana hanno pescato aria continentale dalla zona del Mar Caspio e dei deserti del Karakorum che poi le correnti di Bora hanno riversato sui Balcani e sulla pianura padano-veneta. Normalmente si tratta di correnti secche, che hanno il pregio di ripulire l’aria come è accaduto molte volte in passato dopo forti stagnazioni. Non è stato così. Intrappolate nel cuore del continente asiatico, le polveri inquinate si sono messe in marcia, catturate da queste correnti che, come un nastro trasportatore, le hanno depositate sulle nostre regioni.

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