Coltivavano marijuana a Sogliano, arrestati. I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile e militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Forlì-Cesena eoltre alla Stazione di Sogliano al Rubicone, hanno dato esecuzione a due ordinanze di applicazione di misura cautelare personale dell’obbligo di dimora emesse dal Tribunale di Forlì – Sezione dei Giudici per le Indagini Preliminari, il 20 settembre scorso, a firma del giudice Massimo De Paoli, nei confronti di due uomini: un 44enne italiano originario della Sardegna, ma residente a Borghi ed un cittadino albanese di 37 anni, residente nel riminese ma di fatto anche lui domiciliato nel comune del Rubicone. Per entrambi l’accusa è di violazione di cui all’art. 73 c.4 del D.P.R. 309/1990, per aver allestito, in località Ginestreto del Comune di Sogliano al Rubicone, tre piantagioni di marijuana, per un totale di circa 42 piante, le cui infiorescenze erano, verosimilmente, destinate alla cessione a terzi.
L’esecuzione delle misure cautelari in parola, giungono al termine di un’articolata attività investigativa svolta in maniera congiunta dai suddetti Reparti e coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Forlì – Federica Messina. I due sfruttando la fitta vegetazione che caratterizza le colline della Valle del Rubicone specie nel periodo estivo, avevano allestito in località Ginestreto delle vere e proprie piantagioni di marijuana, distanti circa 200 metri l’una dall’altra e fornite di adeguati sistemi di irrigazione e di fertilizzazione, tali da permettere la crescita della pianta, necessaria alla maturazione della sostanza prodotta.
La sostanza stupefacente di “canapa indica”, alcune delle quali di altezza superiore ai due metri, nonché gli artigianali sistemi di irrigazione e quant’altro necessario alla coltivazione, venivano sottoposte a sequestro penale dal personale operante, al fine di procede, per quanto attiene allo stupefacente, ai dovuti accertamenti chimici, necessari all’estrapolazione della qualità della stessa e del principio attivo contenuto.
Gli indagati, invece, nei confronti dei quali, nell’ambito dell’attività esecutiva, veniva eseguita apposita perquisizione personale e domiciliare con esito negativo, venivano sottoposti alla misura cautelare dell’obbligo di dimora nel Comune di Borghi, con la prescrizione, per entrambi, di non allontanarsi dal luogo di abituale dimora dalle ore 20 alle 07 di tutti i giorni.
