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A San Marino sono oltre 100 i tartufai che ogni giorno vanno a cercare il prelibato tubero

Il Sammarinese Lino Valentini con la sua cagnolina di razza Lagotto

In Italia non vogliono sentir parlare di tartufo che arriva dall’estero. Ma per estero non intendono certo San Marino, terra vocata per il prelibato tubero, bianco e nero, molto ricercato. Tra le Marche e l’Emilia, l’antica Repubblica è sempre stata terra di cercatori di tartufi e da un po’ di anni anche di coltivatori che hanno creduto e investito nelle tartufaie e un po’ di risultati li hanno ottenuti anche se non quelli sperati. Ma il fascino più grande è quello di andarli a cercare nei boschi, nei calanchi, in posti incredibili.

E a San Marino ce ne sono tante di zone che offrono il prodotto più ricercato. Novembre e dicembre sono i mesi del tartufo bianco, il Magnatum Pico, il re di tutti. In questi giorni gli oltre cento tartufai attivi della Repubblica di San Marino iscritti all’ATTS, Associazione Tartufai e Tartuficoltori Sammarinesi, e non solo, hanno trovato anche delle belle “palle”. Si racconta, ma qui l’ufficialità non c’è mai, che una di queste del peso 230 grammi sia partita per Alba, in Piemonte e che abbia fruttato a un sammarinese di 57 anni che l’ha trovata, una bella somma.

Non solo sammarinesi, ci sono pure tanti italiani che arrivano in Repubblica, molti praticano la loro attività “in regola” dopo aver fatto il tesserino all’Associazione micologica con circa 30 euro, ma purtroppo ci sono anche i clandestini che si avventurano con il fedele amico dal fiuto sopraffino a caccia di tuberi.

Fra i tanti tartufai di San Marino c’è Lino Valentini, che da dieci anni ha scoperto questa passione e con i suoi due cani, rigorosamente, di razza Lagotto romagnolo, la migliore dicono per questo scopo, è molto attivo. “E’ una passione fantastica – dice Lino Valentini – ti fa stare a contatto con la natura, e ogni volta che trovi un bel tartufo sei inebriato non solo dal profumo, ma dalla soddisfazione. Io vivo in simbiosi con le mie cagnoline, due splendide Lagottine molto brave”. Lino Valentini risponde a tutte le domande che gli facciamo, tranne ad una, questa: ‘Quali sono a San Marino le zone migliori per il tartufo bianco?” Top secret. E’ come chiedere a un tabaccaio chi ha vinto al Lotto. Non lo dirà mai. Ogni tartufaio nasconde gelosamente le sue “pasture”, le zone di “caccia”. Ogni anno ci torna, sempre negli stessi luoghi, perché lì ricresce purché quando si toglie si ricopra bene il buco appena fatto. Noi sappiamo per sentito dire dai più anziani che le zone migliori sono in Bassa Repubblica e chiaramente nell’entroterra. Non occorre andare troppo in alto.

A San Marino è molto attiva l’ATTS, associazione fondata nel 2010 e che conta oltre 120 tesserati e che ha lo scopo di valorizzare il tartufo in tutte le sue forme, tranne in quelle chimici, che, anzi sta combattendo. L’ATTS combatte l’utilizzo dell’olio tartufato e dei tanti oli che si trovano sul mercato ma che del pregiato tartufo in verità non hanno neppure l’odore, ma solo una costruzione chimica che nulla a che a vedere col tubero.

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