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Adesso.sm:”Per fare sistema bisogna prima di tutto volerlo”

Alla vigilia dell’esame dell’articolato della legge di bilancio arriva, puntuale come un orologio svizzero, il comunicato di M.D.S.I..

A parte il sarcasmo su burattini, burattinai, presunti padroni del Governo e della maggioranza, argomenti sui quali abbiamo sempre risposto con dovizia di particolari e sui quali certamente continueremo a rispondere dato che non abbiamo nulla da temere, mette veramente tristezza constatare come una proposta – non partita dalla politica – che potrebbe aprire una fase di confronto importante come il Comitato Strategico venga strumentalizzata politicamente nel più becero dei modi e venga relegata ad una burletta.

Forse M.D.S.I. non sa che a sedersi attorno al tavolo del Comitato Strategico sono state invitate:

  • componenti politiche di maggioranza e di opposizione;
  • associazioni di categoria;
  • organizzazioni sindacali;
  • Banca Centrale.

Al primo incontro abbiamo udito tante volontà costruttive d’impegno ed anche delle critiche e dei dubbi.

Probabilmente M.D.S.I. ignora che il Comitato, oltre a discutere dei problemi propri del sistema bancario dovrebbe, almeno a nostro giudizio, costituire una valida occasione per individuare direttrici di sviluppo economico sulle quali il Paese intende muoversi.

Il fatto che si proponga di dare una dignità legislativa all’istituzione del Comitato Strategico – peraltro demandandone la definizione specifica ad un successivo decreto per dare modo a tutti di portare il proprio contributo e definirne insieme limiti e prerogative – è una esigenza manifestata da diversi soggetti nella prima riunione; ma questo M.D.S.I. non può saperlo dato che ha snobbato, compiacendosene pubblicamente, la convocazione.

Dopo avere udito ripetutamente appelli accorati che chiedono di “fare sistema” di fronte alle difficoltà, dopo che si tenta faticosamente di individuare uno strumento che consenta di poterlo fare, è già partito il meccanismo di sabotaggio di chi in realtà “sistema non lo vuole fare”, di chi pensa ancora che in questo Paese ciascuno – istituti bancari, pubblica amministrazione, Governo, maggioranza, opposizione, lavoratori, imprese, pensionati – possa continuare a coltivare il proprio orticello illudendosi di preservarlo a prescindere da tutto e da tutti.

A nessuno è chiesto di abdicare dal suo ruolo, a tutti sono richieste proposte realizzabili e disponibilità al confronto.

Abbiamo accettato, come tutti gli altri, l’invito dell’Associazione Bancaria Sammarinese alla quale aderiscono tutti gli istituti bancari della Repubblica di San Marino, non l’invito di una singola persona. Abbiamo accettato per ascoltare proposte e non per raccogliere direttive alle quali attenerci acriticamente.

Se M.D.S.I., al di là degli slogan e della propaganda politica, ha in mente degli strumenti migliori e più utili per affrontare i problemi ce li illustri. Li prenderemo in considerazione.

ECCO IL COMUNICATO DEL MDSI: 

Lunedì inizierà la maratona consigliare che porterà alla approvazione della legge finanziaria per il 2019. Una legge stravolta da 50 emendamenti presentati dal governo (sui 47 articoli previsti in prima lettura), da cui si intuisce quanto chiare siano le idee di questa maggioranza. Leggendo le tante pagine del testo collazionato (sono 230 gli emendamenti al testo originale !) 2 emendamenti in particolare, presentati dal governo, hanno attirato la nostra attenzione. Il primo riguarda lo stanziamento di 5 milioni di euro per l’ acquisto di sedi istituzionali per società a partecipazione pubblica, il secondo istituisce il comitato strategico, ovvero viene previsto per legge il tavolo di stabilità promosso dai banchieri.

Niente di nuovo. Abbiamo visto come negli ultimi 2 anni questo governo abbia eseguito alla lettera il Piano che gli veniva suggerito dalla banda di Confuorti e ora decide di auto-commissariarsi cambiando la mano del burattinaio che muoverà i fili in piena continuità nel prendere atto di decisioni prese altrui, dando un riconoscimento istituzionale a coloro che hanno determinato la crisi del sistema economico di questa piccola Repubblica. Il dovere di dettare le linee guida devono essere in capo alla politica, se questo Governo non ha nessuna idea per come uscire da questa situazione come nei fatti sta dimostrando, è meglio che lasci al più presto.

In merito ai 5 milioni stanziati per l’ acquisto di sedi istituzionali non ci è difficile immaginare che questa potrebbe proprio essere la sede della San Marino Innovation, e che magari il proprietario dell’ immobile sia proprio uno dei soliti imprenditori, nonché banchiere, che fino a qualche tempo fa sembrava messo in un angolino e che ora invece pare sia tornato in auge in nome della stabilità.

IL Governo anche in questa legge di bilancio, continua a rubare ai poveri per regalare ai soliti ricchi, intervengono con tasse sugli stipendi e sulle pensioni per poi acquistare immobili invendibili dei soliti speculatori.

Siamo molto preoccupati. La madre di tutti i debiti è il bilancio di Cassa di Risparmio da 534 milioni di perdita, la sua revisione e la non vendita degli Npl di Delta sarebbe stato un primo tassello determinante per poter aprire una nuova stagione di concertazione fra tutti gli attori del paese.

Probabilmente l’accettazione del debito massivo era una delle condizioni necessarie alla “stabilità” e temiamo che ancora una volta questa passi attraverso il preservare gli interessi privati di pochi a discapito dell’interesse del paese prendendo in giro ancora una volta i cittadini che saranno coloro che si dovranno accollare i debiti.

Comunicato stampa
Movimento Democratico San Marino Insieme

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