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Coronavirus. San Marino, 30 denunce agli irresponsabili: più che i governi sono i cittadini il vero antidoto

Palazzo del Governo San Marino

Non è facile trovare le parole per definire ciò che non ci è mai accaduto, anche prendendo in prestito espressioni di ieri più o meno sovrapponibili a quanto accade oggi. Le soluzioni che ci vengono offerte dai grandi della letteratura non possono che offrirci alcuni sguardi spaventevoli per descrivere il futuro prossimo, il contrario di ciò che vogliamo immaginare. Il diffondersi del virus a livello planetario sembra oscurare le buone notizie che provengono dai paesi, Cina e Corea del Sud, che per primi hanno dovuto affrontare il virus.

Le misure che i governi, anche a San Marino, hanno introdotto hanno dovuto privilegiare il contenimento del virus per la salvaguardia della vita dei propri cittadini più deboli e del sistema sanitario. La conseguenza strisciante di tutto questo sta lentamente prendendo una forma che spaventa molto più del virus.

San Marino ha già registrato 30 denunce per la violazione delle misure di contenimento promosse dal governo, segno che la percezione del rischio sanitario non è alta quanto dovrebbe, segno che alcuni credono di non doversi impegnare allo stesso modo degli altri, segno che il virus non spaventa quanto dovrebbe. Viceversa la crisi economica, quella che ha costretto il governo sammarinese a pagare la cassa integrazione al 30% per la prima settimana, al 45% per la seconda ed al 60% per la terza, la stessa che ci ha imposto di pagare l’indennità di malattia al 45% ancora non ha minimamente mostrato gli effetti del proprio veleno. Dal virus ci riprenderemo e potremo finalmente ricominciare a vivere, ma cosa ci aspetterà quando finalmente potremo di nuovo uscire di casa per tornare al lavoro? A questo interrogativo non siamo preparati a cercare una risposta, anzi, nemmeno vogliamo farlo. Abbiamo un problema? Chiamiamo la mamma e se il problema la mamma non può risolverlo chiamiamo il Segretario, oppure tutto il governo. Ma il governo non può tutto! Basta guardarsi intorno per notare gesti spesso sconclusionati da parte dei governi alle prese con il coronavirus. Mentre scrivo ho letto la notizia di Trump che ha affossato il Dow Jones a meno 13% dichiarando che l’epidemia durerà fino ad agosto, ma è solo l’ultima di una serie infinita di sciocchezze di governanti che, incredibilmente, non hanno facoltà divine. L’umanità delle donne e degli uomini che ci governano è un limite non superabile di fronte a ciò che ci sovrasta, ciò che è sconosciuto, ciò che è superiore alle nostre attuali capacità. Far fronte alla situazione economica che ci attende è ben al di sopra delle nostre capacità. Abbiamo affrontato la crisi del 2008 con un PIL quasi doppio di quello attuale, rischiamo di non riuscire a sopportare una crisi che abbia quelle proporzioni e le attuali premesse, per alcuni analisti, sono ancora peggiori. Possiamo quindi continuare a sperare che il Congresso di Stato faccia il miracolo? Credo sia più facile che riescano a guarire la scrofola. In questo quadro apocalittico in cui troverebbe terreno fertile una distopia novecentesca, le uniche soluzioni applicabili non possono che nascere dai malati, noi stessi. Siamo noi a doverci rimboccare la maniche per fare quanto è necessario. Solidarietà, iniziativa, qualità, cooperazione, fantasia, null’altro. Le ricette del governo, anche il più illuminato, non potranno mai superare gli sforzi di una intera comunità. Oppure possiamo continuare a sperare.

Giacomo Ercolani

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