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Ente Cassa Di Faetano: vince il “no” alla fusione tra Bsm e Cassa di Risparmio

No alla fusione di Banca di San Marino e Cassa di Risparmio. E’ questo in pratica il verdetto scaturito dopo i lavori al Palace Hotel di Serravalle durante l’Assemblea dei Soci dell’Ente Cassa di Faetano.

Approvato il no all’aggregazione dopo ore di tensione. Ha vinto il diniego a proseguire con le trattative con 158 voti contro i 44 di chi voleva la fusione in una delle modalità illustrate, fra tre opzioni. L’assemblea dei soci ha quindi ha espresso la volontà di proseguire su altre strade per rilanciare la banca.

LA STORIA DELL’ENTE CASSA DI FAETANO 

L’Ente Cassa di Faetano e la Banca di San Marino affondano le proprie radici al 1920. Agli inizi del Novecento, Faetano è una piccola comunità agricola: duemila anime strette ogni giorno nella lotta per il pane quotidiano.
Non ci sono fabbriche per dare lavoro agli operai e, se arriva il maltempo, il lavoro dei campi diventa particolarmente duro. Per i pochi artigiani la vita non è migliore. Spesso la gente non ha di che pagare il loro lavoro. Erano tempi in cui era più necessario imparare un mestiere che andare a scuola, ma anche apprendere una professione non garantiva spesso le risorse sufficienti per tirare avanti la famiglia. La scuola serale preparava adulti, capaci di sillabare qualche frase e a far di conto. Quanto bastava, cioè, per cogliere le opportunità che potevano venire dall’emigrazione.

È comunque una comunità prevalentemente rurale e mezzadrile quella che intorno al 1920 dà vita alla prima “banca locale”. Su iniziativa del parroco, don Eugenio Fabbri e di un gruppo di parrocchiani, viene istituita a Faetano una “Cassa Rurale di Prestiti e Risparmi (società cooperativa in nome collettivo)”. L’atto ufficiale di costituzione viene redatto nella casa parrocchiale, di fronte al notaio Giuliano Gozi, il 20 dicembre di quello stesso anno. Il primo Presidente è Paolo Moroni. Consiglieri: Marino Mularoni, Antonio Vannucci, Marino Simbeni, Gelasio Grossi, Pio Nicolini e Marino Bucci.
Sono quasi tutti coltivatori o braccianti. La sede provvisoria è presso un locale della canonica. La Cassa Rurale comincia a funzionare il 15 gennaio 1921.

 

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