Settimana difficile per San Marino quella appena trascorsa. Fitch, un’agenzia che valuta la probabilità di un debitore di rispettare i propri impegni di pagamento, venerdì scorso ha ridotto il giudizio su San Marino ed assegnato un rating (giudizio) BB+ con outlook negativo. Questa valutazione significa che il debito che San Marino contrae, o ha contratto, ha “un’elevata vulnerabilità all’insolvenza, in particolare in caso di avversi cambiamenti delle condizioni economiche”. Il rallentamento dell’attività di molti settori dovuta al COVID-19 e le conseguenze prevedibili, rappresentano il cambiamento delle condizioni economiche che hanno determinato l’abbassamento (downgrade) del rating. Non si tratta di una questione di poco conto. In tali condizioni San Marino non solo dovrà pagare di più, in termini di interessi, sul debito che vorrà contrarre, ma di fatto sarà preclusa la parte maggiore del mercato obbligazionario. Il mercato obbligazionario è quel mondo, ormai del tutto virtuale, nel quale vengono scambiate le obbligazioni dei vari debitori che hanno deciso di raccogliere denaro su tali “spazi regolamentati”, che sono di fatto delle borse dedicate. Il maggior volume degli scambi avviene su obbligazioni che hanno un rating alto, quali i bund tedeschi o i treasury bond statunitensi. Questi infatti sono titoli che garantiscono un’altissima probabilità di restituzione del denaro investito. I maggiori investitori mondiali (fondi comuni, fondi pensione, enti statali, fondi sovrani, banche, ecc.) comprano soprattutto strumenti di questo genere o comunque strumenti che offrano un livello di rischio molto basso. Il rischio non è mai nullo quindi gli investitori diversificano per ridurre anche il modesto rischio che i titoli molto solidi offrono. Ciò che i maggiori investitori non fanno è speculare. Il debito sovrano di San Marino è oggi altrimenti definibile come di livello “speculativo” (speculative grade) , avendo cioè un rischio inferiore ad un livello “da investimento” (investment grade). Si tratta unicamente della “probabilità di rischio” ed i grossi investitori sono refrattari al rischio. In sintesi, laddove San Marino volesse rivolgersi al mercato obbligazionario (la soluzione tecnicamente migliore in quanto consente di non avere un unico finanziatore e quindi nessuno in grado di imporre condizioni), emettendo nuovo debito per rimpinguare le proprie casse, oggi avrebbe a disposizione solo gli investitori con alta propensione al rischio, investitori che sono più rari di coloro che vogliono rischiare poco. In altre parole sarà molto più difficile trovare chi sia intenzionato a comprare il nostro debito o, in altri termini, a prestarci del denaro. Le dichiarazioni successive alla notizia del downgrade di Fitch hanno confermato che l’esigenza primaria è la liquidità: ci mancano i soldi. Attendiamo, nei prossimi giorni, misure economiche che imporranno tagli e sacrifici, ma l’idea di affrontare un indebitamento consistente solo riducendo la spesa rischia di essere la migliore mossa per cadere nella depressione, non solo economica. Dobbiamo guardare alle prospettive di ristoro con idee concrete per affrontare il futuro prossimo e dobbiamo farlo subito. Per quanto sia necessario trovare investitori che siano disponibili a finanziarci, non possiamo rimandare al dopo le decisioni sulle direttrici che ci riporteranno in salute. Ciò significherebbe cedere le nostre decisioni alle condizioni che ci imporranno gli investitori che, in assenza di garanzie solide, potranno finanziarci solo per puro spirito di generosità. Qualora non sia finito il tempo delle favole occorrerà un intervento serio, benché non si possa pretendere la bacchetta magica. All’inizio il tentativo potrà essere maldestro, l’economia è tutt’altro che una scienza esatta, ma l’immobilismo è indubbiamente peggio. Da queste pagine abbiamo offerto ipotesi e inviti alla riflessione: un gesto di coraggio è necessario e benvenuto da parte di tutti, pavidi o meno. Anche gli imprenditori devono far sentire la propria voce ed altrettanto devono fare gli studiosi o tutti coloro che hanno qualcosa di serio da proporre. Fare le scelte non sarà facile, ma oggi è tutto tranne il momento di esprimere giudizi, ci ha già pensato Fitch.
Giacomo Ercolani
