Debbo confessarVi che fin da piccola, sono sempre stata affascinata dal Natale, dai suoi riti. Ho sempre scritto la mia letterina a Gesù Bambino prima, ai mie genitori poi. Quando ho ricevuto la lettera dell’Avv. Zanotti, ho pensato, prima di leggerla, che il Presidente della Cassa avesse voluto rivolgere a noi dipendenti, un messaggio di pace, di proggettualità, di futuro e di speranza. Si di speranza perché con gli ultimi avvenimenti, solo la speranza nei miracoli è quella che ci resta. Leggendo però la letterina ho provato prima stupore, poi incredulità ed alla fine un brivido di paura. L’incipit con il quale veniamo chiamati Amici, mi sembra di forma, perchè l’Amicizia è una cosa seria e mi sembra arduo se non masochista per i licenziati, i dimissionati, i demansionati pensare a Zanotti come ad un Amico. Il guaio che il nostro si rvolge anche alla Cassa “in uno con tutti noi” come se fosse la teologia della “comunione dei Santi” . Quale sia l’attenzione dei dipenenti per il Presidente mi sfugge, anzi se fossi in lui mi preoccuperei se qualcuno, di noi coltivasse simili pensieri. Non si sa mai, una distrazione alla guida, una tegola che cade, la strada sdrucciolevole! Quello che però mi ha lasciata basita sono state le affermazioni dove ossessivamente il Presidente ripete parole come: lindore, candore, rigenerazione. Non sbaglio ricordando che anche Hitler era ossessionato dalla pulizia, ed anche dal concetto di rigenerazione creazione, trasformazione con i risultati che tutti conoscono. Oh con questo non voglio certo paragonarlo al grande Dittatore, né tantomeno penso che Zanotti vorrà essere effigiato nella volta della Cappella Sistina, al posto del Padreterno mentre crea il nuovo Direttore Generale. Mi sembra poi che faccia una certa confusione fra “rinascita” “trasformazione” che sanno un po’ di buddista ed un po’ di marketing, con una planata psicoterapeutica sul “dissidio con il sé di ognuno di noi”. Quello che però ha finito per allarmarmi è stata la temeraria affermazione secondo cui “cosa sia utile e profittevole lo si determina culturalmente” . Ed io che credevo di lavorare in una banca, dove utile e profitto lo determinano le scritture contabili ed il bilancio. Invece adesso devo prendere atto che la banca sarà salvata “ culturalmente “. Se ci fosse stata più banca e meno cultura politica, assunzioni degli amici degli amici, con conseguenti elargizioni di linee di credito, se la Cassa fosse rimasta quella di un’azienda privata dove il localismo, la solidarietà, l’oculatezza degli Amministratori così come la vollero i Sammarinesi che la fondarono, oggi non saremmo qui a parlare di svendita agli stranieri dei crediti non performanti. Non avremmo il compito di leggere la letterina di Natale nella prosa di Zanotti che al di là dei contenuti, non conosce l’uso della virgola. Speriamo che sia solo una lacuna ortografica, perché quando si fa di conto, se si togono le virgole, finisce che anche il bilancio della Cassa chiude in utile. Ma questa è un’altra storia!
Bocca di Rosa
