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Fuori la politica dalla Cassa di Risparmio di San Marino

“San Marino al verde per salvare la sua banca”. Così titolava ieri ‘Il Giornale’ di Sallusti su un servizio riguardante il bilancio in rosso dell’antica Repubblica.

La banca di Stato, infatti, deve essere risanata per poter avere una situazione di tranquillità economica e sicurezza. Ma finché la politica ci mette il becco tutto questo sarà impossibile.

Le spartizioni politiche delle cariche nel Consiglio di amministrazione non garantiscono serietà e competenza. Basti pensare che un membro del Cda si comporti come un esponente politico. Il fatto è grave. Il caso è quello del professore Gianfranco Vento il consigliere di Cassa di Risparmio nominato 13 mesi fa da Democrazia in movimento.

Gianfranco Vento è al centro di una polemica per l’inopportunità che dal suo ruolo partecipi a una conferenza stampa e poi ad una serata pubblica di due forze politiche. Ancor di più hanno però stupito le sue dichiarazioni circa “l’esposto pendente” su una delibera del Cda di Carisp sul caso della possibile integrazione fra Bsm e Carisp. Poi il consigliere ha fatto una brusca retromarcia dicendo che non si tratta di un esposto ma di impugnazione alla delibera. Cosa ben diversa. Resta scandalosa l’intromissione della politica nella banca di Stato in maniera così spudorata. Una banca deve vivere di fiducia e non di politica. Sapere che nel Cda di Cassa di Risparmio c’è la lunga mano di un partito è inquietante per le prospettive future. Vento aveva tentato anche di diventare presidente di Banca centrale ed era arrivato nella terna scelta dalla Segreteria di Stato nel gennaio del 2016 senza riuscirvi. In quei giorni uscirono sui giornali italiani alcune indiscrezioni. Vento era molto legato a Pasquale La Ganga, l’ispettore di Banca d’Italia del noto caso “Monte dei Maschi di Siena”: i due insieme avevano poi lavorato molto e scritto a quattro mani trattati del settore. E La Ganga, a sua volta, era collegato ad Andrea Vivoli, un sammarinese, ex funzionario della Vigilanza di Banca Centrale di San Marino, già accusato per aver omesso di segnalare all’Agenzia di informazione Finanziaria una grossa operazione di trasferimento fondi.

 

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