Home San Marino

Le emergenze a San Marino sono tante, il Coronavirus è solo l’ultima: nessuno ascolta le possibili soluzioni

Ape dell'Iss a San Marino

È trascorsa la seconda settimana per la quale è stato quasi impossibile trattare di argomenti diversi rispetto a quella che, pur non essendo ancora considerata una pandemia dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha già prodotto effetti devastanti. È di oggi la notizia di una riduzione della stima della crescita del PIL mondiale da parte dell’OCSE, proprio in ragione del coronavirus. Da più parti arrivano notizie straordinarie e pessimistiche sugli effetti di questa emergenza e sulla gravità delle conseguenze che già ha provocato. Allo stesso tempo vengono invocati strumenti di sostegno alle categorie economiche più colpite. Tutto il mondo è gravato dalla sciagura, il calo della borsa della passata settimana ne è stato un segno evidente anche per i meno esperti.

In questo bailamme passano in secondo piano i conflitti fra i contendenti in parlamento in ragione dell’obiettivo comune ed assume un alto valore non solo simbolico il concetto di solidarietà. Normalmente confinato al linguaggio giuridico o al volontariato religioso, il concetto di solidarietà assume un significato illuminante in momenti come quello attuale. L’applicazione di questo semplice e poco sfruttato principio consentirebbe un netto incremento della solidità del sistema in cui viviamo. Non è un paragone casuale, solidarietà trova la propria origine nel latino solidus, il cui significato è intuitivo.

Quale lezione ricca di potenzialità potrebbe aversi dall’estensione della solidarietà che le varie forze oggi mettono al servizio comune? Nel momento in cui le decisioni che devono essere assunte nelle emergenze non possono fondarsi su pregresse esperienze perché lontane nel tempo o mai affrontate prima, l’unica risposta sensata è quella che contempla l’intervento dell’intera comunità interessata, che si unisce e risolve i problemi. Oltre alla facile immagine disneyana il significato della riflessione tende a raffigurare una prospettiva duratura. Purtroppo le emergenze che San Marino è costretta ad affrontare sono molteplici, ed il coronavirus è solo l’ultima. Risolta questa le altre avranno aggravato il proprio quadro clinico e sarà ancora più complesso trovarvi una soluzione efficace. L’ipotesi di trovare le risorse all’interno del confronto con l’intera comunità sarà ed è l’unica soluzione percorribile. Non un’ammucchiata, sia ben inteso, bensì un confronto serrato ed aperto con i terminali delle emergenze del paese, le imprese ed i cittadini. Le autorità dovrebbero cominciare a considerare la comunità quale risorsa da consultare e non solo da spremere. Le autorità dovrebbero cercare le soluzioni ai problemi all’interno di coloro che quei problemi li affrontano quotidianamente, non nelle ammucchiate istituzionali. Le autorità dovrebbero cominciare a servire il paese smettendo di farsi servire. L’opportunità di un cambiamento radicale ci viene offerta dalle pieghe dell’emergenza coronavirus, lasciarla scappare significherebbe non riconoscere la gravità della situazione e meritare di trovarsi presto in una condizione ancora peggiore. Sono molte le realtà sammarinesi che potrebbero offrire soluzioni serie alle tante difficoltà che attanagliano questa repubblica, ma fino a che rimarranno inascoltate, fino a che le autorità non saranno in grado di ascoltare anche le voci dissonanti, la lista delle emergenze non potrà che allungarsi.

Giacomo Ercolani

NO COMMENTS

RispondiAnnulla risposta

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Exit mobile version