Home Italia Estero

Referendum sul taglio dei parlamentari, il Comites spiega le ragioni del Si e del No

Alessandro Amadei

Il 20 e 21 settembre prossimi si voterà per il referendum sul taglio dei parlamentari – si legge in una nota diffusa dal vicepresidente del Comites San Marino Alessandro
Amadei (foto) – allorquando i cittadini italiani saranno chiamati a confermare, oppure
a respingere la riforma costituzionale approvata dal Parlamento che riduce di circa un
terzo il numero dei parlamentari.
Con la vittoria del ‘sì’ alla riforma i deputati si ridurrebbero da 630 a 400, mentre i
senatori passerebbero da 315 a 200. Con la vittoria del ‘no’ la riforma sarebbe invece
cancellata e si manterrebbe il numero attuale di parlamentari.
Quello per cui si andrà a votare è un referendum confermativo, il quarto nella storia
della Repubblica, per il quale non è previsto il raggiungimento di nessun quorum
particolare, quindi, a prescindere dal numero degli elettori che si recheranno alle
urne, il referendum sarà valido.
Gli elettori italiani residenti all’estero, secondo le ultime stime più di 4 milioni, di cui
15.247 quelli residenti a San Marino, potranno votare per corrispondenza, oppure
votare in Italia nel Comune dove si è iscritti all’Aire, a condizione che l’elettore abbia
già comunicato all’Ufficio Consolare la sua scelta di recarsi alle urne in Italia nel
termine scaduto il 28 luglio scorso.
Se si sceglie di rientrare in Italia per votare, la Legge non prevede alcun tipo di
rimborso per le spese di viaggio sostenute, ma solo agevolazioni tariffarie all’interno
del territorio italiano. Solo gli elettori residenti in Paesi dove non vi sono le
condizioni per votare per corrispondenza hanno diritto al rimborso del 75 per cento
del costo del biglietto di viaggio.
Alla consultazione referendaria – prosegue Amadei – potranno partecipare anche gli
italiani che per motivi di lavoro, studio o cure si trovino temporaneamente all’estero
per un periodo di almeno tre mesi, i quali potranno esercitare il diritto di voto per
corrispondenza facendo pervenire al Comune d’iscrizione nelle liste
elettorali un’apposita opzione entro il 19 agosto 2020.
Chi difende il taglio delle poltrone punta tutto su argomenti che fanno molta presa
sull’opinione pubblica, come lo snellimento delle procedure legislative ed il
risparmio di stipendi e delle spese legate al numero eccessivo di parlamentari,
considerato che l’Italia è il secondo Paese europeo con il più alto numero di
rappresentanti eletti.

Il Movimento 5 Stelle ha più volte sostenuto che il taglio garantirà un risparmio di
circa 500 milioni di Euro a legislatura, dunque 100 milioni di Euro l’anno circa, di
tutt’altro avviso però l’Osservatorio sui conti pubblici italiani diretto dall’ex
Commissario alla spending review Carlo Cottarelli, secondo il quale il risparmio
sarebbe di soli 37 milioni di Euro per la Camera e 20 milioni di Euro per il Senato,
complessivamente 57 milioni di Euro all’anno e 285 milioni di Euro a legislatura,
ossia, lo 0,007% della spesa pubblica italiana.
I sostenitori del No al referendum esprimono la loro viva preoccupazione che il taglio
dei parlamentari causerebbe un restringimento della rappresentanza dei territori, i
quali non avrebbero più un riferimento certo. Con l’allargamento dei confini dei
collegi l’eletto dovrebbe portare avanti le istanze di troppe persone, di troppe città,
con esigenze talvolta ben diverse o addirittura contrastanti tra loro.
Così la rappresentanza politica verrebbe concentrata nelle aree più popolose del
Paese, a discapito di quelle con meno abitanti ma territorialmente più vaste,
favorendo quindi l’astensionismo, il distacco dei cittadini dalla politica ed il
disinteresse nei confronti delle pubbliche Istituzioni, soprattutto del Parlamento,
l’unico luogo dove il cittadino dovrebbe vedersi democraticamente rappresentato.
Il deficit di rappresentanza, secondo i sostenitori del No al referendum, verrebbe
avvertito soprattutto all’estero dove i deputati eletti nelle circoscrizioni estere
passerebbero da 12 a 8, mentre i senatori passerebbero da 6 a 4 – conclude la nota.
Alessandro Amadei
(vicepresidente Comites San Marino)

NO COMMENTS

RispondiAnnulla risposta

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Exit mobile version