La relazione di Banca Centrale ha smantella in una volta sola l’ordinanza Morsiani e  la teoria di complotto sulla cosiddetta “svendita dei Crediti Delta”.

E’ successo durante l’ultima riunione del Comitato Credito e Risparmio allargata ai membri di opposizioni.

A quanto riferito nel comunicato stampa della coalizione Adesso.sm, il presidente di Banca Centrale, Tomasetti, avrebbe sostanzialmente avallato la vendita dei crediti Delta ai valori indicati dalle perizie, che vengono definiti “assolutamente congrui”, ed evocato eventuali “impatti negativi” in caso di mancata vendita.

La notizia, uscita in sordina, anche perché i contenuti della riunione sono riservati, di fatto smantella le fondamenta su cui poggia l’ordinanza Morsiani nonchè tutta l’azione dell’opposizione degli ultimi mesi.

Da quanto si evince dall’ordinanza infatti, secondo l’inquirente le perizie sul pacchetto Delta, prodotte da società di consulenza internazionali, sarebbero state “influenzate” dal finanziere milanese Francesco Confuorti presidente dell’Advantage Financial.

Proprio Confuorti sarebbe stato il manovratore occulto, per fini non ancora ben chiariti, della passata governance di Banca Centrale e di Cassa di Risparmio, e pertanto sarebbe il responsabile di quello che le opposizioni definiscono “svendita dei Crediti Delta” e del cosiddetto “bilancio liquidatorio di Cassa di Risparmio”.

Oggi tuttavia, dopo l’ennesimo rimpasto ai vertici di Banca Centrale e le dimissioni di un segretario di Stato, la musica non è cambiata. Le valutazioni dei crediti Delta sono corrette, Cassa di Risparmio non ha facoltà di decidere come gestire i crediti e la battaglia politico-giudiziaria in corso sembra sempre di più una resa dei conti interna alla piccola Repubblica.

Previous articleL’Ue boccia la manovra dell’Italia
Next articleA San Patrignano We Free Run, madrina dell’evento Martina Colombari

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.