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San Marino, il Paese con l’incidenza percentuale di contagiati più alta del mondo

San Marino

Oggi, lunedì 23 marzo, è iniziato un periodo di pesante sospensione di gran parte delle attività in Italia.

Nella provincia di Rimini il provvedimento è ancor più restrittivo, proprio per far fronte alle richieste di territori, che si sentono, tra l’altro, particolarmente fragili nei propri confini meridionali. Impossibile non pensare che una delle minacce che la capitale del turismo, probabilmente una delle città che più subirà l’effetto recessivo di questa pandemia, teme maggiormente in questo momento sia la Repubblica di San Marino, il paese con l’incidenza percentuale di contagiati più alta del mondo.

Il provvedimento, preso dal Presidente della Regione Emilia Romagna, è stato assunto “di intesa con la Repubblica di San Marino”, e ciò conferma che la situazione è e sarà complessa per stessa ammissione delle autorità coinvolte. Forse la percezione del significato profondo e prospettico di tale emergenza giunge parziale ai cittadini costretti a muoversi con grande difficoltà, sia perché informati attraverso miriadi di fonti non tutte attendibili, sia perché, in particolare a San Marino, l’informazione sullo stato di salute economica del paese è lasciata troppo spesso alle voci corridoio. Pare che siano stati richiesti aiuti economici ufficiali a vari possibili enti finanziatori, siano essi stati o organismi internazionali, ma persiste, in questo stato di disinformazione diffusa, la convinzione che qualcosa di ancora peggiore ci attenda dopo il coronavirus. Eppure ci si ostina a non prendere provvedimenti coraggiosi: uno su tutti sarebbe un taglio di solidarietà alle pensioni. Se è vero come è vero che lo sforzo deve essere di tutti, l’unica categoria che non è stata toccata dai provvedimenti finora assunti è proprio la categoria dei pensionati che forse sono quelli che più di altri potrebbero affrontare uno sforzo economico importante.

Qualche giorno fa ho avuto occasione di riflettere sul concetto di controllo e su quello di libertà. Durante un colloquio ho sostenuto come, nella quotidianità della propria vita, fosse necessario controllare ogni cosa, per evitare di trovarsi di fronte ad ostacoli imprevisti e non essere in grado di affrontarli. Il mio interlocutore ha ribattuto dicendo che il controllo su tutto appartiene alla sfera dell’impossibile, viceversa l’ammissione di una impotenza, almeno parziale, verso gli incidenti e le prospettive inconoscibili della vita costituisce l’essenza della libertà. Lasciato il mio interlocutore non ho potuto fare a meno di continuare a riflettere sulle parole ascoltate, che mi parevano del tutto convincenti o comunque seducenti. Le stesse parole mi sono tornate in mente in questi ultimi giorni di fronte alla pretesa di infallibilità di certi rappresentanti delle istituzioni che paventano un’insistente imperturbabilità da buon padre di famiglia anche di fronte alle preoccupazioni della collettività di fronte alle difficoltà, sanitarie ed economiche, di questo nostro paese ultimamente così martoriato. Non ho potuto fare a meno di provare un moto di benevolo paternalismo verso questi che tanto assomigliavano al me stesso di qualche giorno prima. Poi ho capito di non poter controllare tutto.

Giacomo Ercolani

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