“Asset Banca come un negozio di vernici” Gravi dichiarazioni del segretario Podeschi gettano un’ombra sulle ultime vicende politico-giudiziarie
Il segretario di Stato della Repubblica di San Marino, Marco Podeschi durante il suo intervento in consiglio ha sollevato parecchi interrogativi e avanzato sospetti pesanti su quelli che sarebbero i veri fini dell’azione di una certa opposizione nonché di parte della magistratura.
Posizione che si può così riassumere “non vorrei che con questo clamore non si volessero accertare responsabilità. Perché oggi verso chi ha fatto questi disastri non si sono viste avviare delle azioni importanti”.
Due nello specifico i personaggi citati dal Segretario: Luca Simoni ex direttore di Cassa di Risparmio indagato per riciclaggio, e Stefano Ercolani ex presidente di Asset Banca, istituto in liquidazione coatta amministrativa.
Entrambe figure di spicco della finanza sammarinese e dirigenti di due istituti entrati prepotentemente, nella cronaca giudiziaria degli ultimi giorni con la famosa Ordinanza Morsiani.
Entrambi gli istituti sarebbero, secondo l’inquirente, vittime di una sorta di associazione a delinquere coordinata dal finanziere Francesco Confuorti, per scopi non ancora chiariti. Confuorti e la sua “cricca” avrebbero infatti avuto un ruolo determinante sia nella svalutazione dei crediti Delta sia nella decisione di chiudere Asset Banca, avallando quindi le tesi dell’opposizione che hanno fatto di queste tematiche il proprio cavallo di battaglia.
Tuttavia l’ordinanza non considera due circostanze di non poco conto:
- La valutazione dei crediti Delta è supportata da ben 6 perizie indipendenti che concordano sullo stesso valore.
- La liquidazione coatta di Asset Banca, “voluta” da Confuorti è stata disposta in data 12 Giugno 2018. Solo un mese prima, l’11 aprile, gli ex vertici dell’istituto, nonché la banca stessa, venivano condannati in primo grado dal tribunale di Forlì per vari reati, in un processo durato oltre 10 anni e nel quale, fra gli altri, anche Banca d’Italia si era costituita parte civile.
Circostanze che Morsiani avrà evidentemente considerato irrilevanti poichè l’ordinanza è stata resa pubblica ed ampiamente divulgata. Le conseguenze politiche sono state inevitabili: dimissioni di un segretario di stato, fuoriuscita di consigliere da SSD e probabile prossimo rimpasto di governo, e in Repubblica c’è già chi parla di giustizia ad orologeria.
