Si sgonfia il caso della Banca Cis. E la giustizia sammarinese rimedia un’altra brutta figura. L’ordinanza del giudice inquirente Simon Luca Morsiani si è sgretolata ancora prima della neve sul Pianello. Sono stati annulati dal giudice delle Appellazioni i provvedimenti di sequestro.

Peccato che a qualcuno sia stata ristretta la libertà come se fosse un criminale. Daniele Guidi era finito agli arresti domiciliari e la gogna mediatica di certa stampa aveva rincarato la dose aggiungendo altre sciocchezze inventate e ipotizzando addirittura altri arresti.

Oggi la difesa di Daniele Guidi, ex amministratore delegato di Banca CIS, ha reso noto che il Giudice delle Appellazioni penali, dopo aver revocato nei giorni scorsi gli arresti domiciliari, ha annullato anche tutti i provvedimenti relativi a perquisizioni e sequestri eseguiti nei suoi confronti e di altre persone. La motivazione – continuano gli avvocati Massimo Dinoia, Fabio Federico, Gloria Giardi e Chiara Taddei in una nota – è per assoluta insussistenza dei presupposti, il cosiddetto “fumus delicti” (probabilità di effettiva consumazione del reato) e nesso di pertinenza.

Cioè? Vuol dire che è stato arrestato Guidi, ma non c’era, praticamente, nemmeno l’ombra del reato? Ma stiamo scherzando? Quindi chiunque può finire in galera anche se non ci sono evidenze reali e oggettive e soprattutto se non c’è nemmeno il fumus del reato?. Un fatto gravissimo che i sammarinesi non devono fare passare. Il danno morale, psicologico, di immagine ha distrutto un uomo. Ci pagherà?

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