Home San Marino

San Marino: ‘smascherate le menzogne delle opposizioni, ecco come volevano salvare il posto fisso a Ciavatta’

Riceviamo e pubblichiamo

Mentre la gente comune perde il lavoro, i politici propongono leggi per garantirsi il posto fisso. Succede a San Marino dove Ps e Psd hanno presentato alcuni emendamenti in finanziaria, il 46 Septies e il 46 Novies decies, – che poi non sono passati – per garantire il posto di lavoro che un consigliere di opposizione nonché dipendente pubblico all’ufficio Filatelico e Numismatico, Roberto Ciavatta, rischia di perdere perchè indagato e rinviato a giudizio per il blitz alla Cassa di Risparmio”. Un brutto modo di fare politica quello delle leggi “ad personam”. Ma le cose gravi di questa storia, non sono finite qui. 1) A presentare gli emendamenti non è stato il partito del diretto interessato Ciavatta che appartiene a Rete, ma dagli altri due blocchi dell’opposizione. Così Rete restava immacolata e otteneva il beneficio per il suo attivista. E ancora. 2) Subito dopo, quando il caso è stato scoperto, e i soci in politica sono stati smascherati e messi in piazza, la situazione è diventata più grave, perché per giustificarsi, i richiedenti degli emendamenti, hanno mentito al popolo. In un loro comunicato inviato il 23 dicembre scorso, dopo aver disquisito sull’importanza di cambiare quella norma e che non si trattava di un provvedimento “ad Personam”,  hanno concluso dicendo che in ogni caso la legge “avrebbe avuto incidenza su provvedimenti futuri e non retroattivi”. Altra menzogna. Questa volta a smascherarli è uno scritto di Roberto Tamagnini che con un comunicato inviato ai giornali spiega bene l’inghippo e la furbata che l’opposizione, quella che si professa ligia e santa –  ha voluto fare. “I due partiti – spiega – Roberto Tamganini – sostengono che non era una norma “ad personam”, ma di tono generale, aggiungendo che se approvata non sarebbe stata retroattiva”. Ed ecco la spiegazione di Tamagnini che smaschera Rete, Ps e Pds: “Secondo i correnti principi giuridici, un norma aggravante non può essere retroattiva, oppure colpire qualcuno se la norma stessa non c’era, invece se la norma apporta un beneficio, allora può essere retroattiva, ad esempio se può esserci uno sconto di pena non previsto. Dunque i due partiti fanno finta di non sapere che, se la norma fosse stata approvata, avrebbe potuto essere usata in maniera retroattiva perché comunque favorevole al reo (favor rei)”. La funzione che la menzogna ha avuto nella storia è nota ma non bisogna sottovalutarla. L’impiego di questo strumento è certamente diffuso nel linguaggio degli uomini politici, ma questo ci deve fare riflettere alla luce delle ingiustizie e dei disastri che questi atteggiamenti hanno procurato. E diventa ancora più preoccupante se queste arrivano da chi professa onestà. 

F.C.

 

NO COMMENTS

RispondiAnnulla risposta

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Exit mobile version