Arianna Fontana sarà la portabandiera italiana ai Giochi Olimpici Invernali di PyeongChang 2018. Lei, che in Corea del Sud dovrà sfidare nella ‘tana del lupo’ le campionesse dello short track, non vede l’ora che sia febbraio per poter sventolare il tricolore alla cerimonia di apertura.
“Sarà fantastico”, non un peso ma “una carica in più ed uno stimolo”. Del resto la responsabilità non è mai stata una problema per una ragazza che in carriera è riuscita a vincere cinque medaglie olimpiche (1 argento e 4 bronzi), la prima a Torino 2006 a a soli 15 anni e 10 mesi, la più giovane italiana di sempre nella storia delle Olimpiadi Invernali.
Fontana è la prima portabandiera dello short track, il pattinaggio di velocità in pista piccola nella storia tricolore, la settima donna di sempre alle Olimpiadi invernali, la seconda lombarda dopo Deborah Compagnoni e anche la seconda atleta della federazione italiana sport del ghiaccio, dopo Carolina Kostner. La sua investitura arriva dopo quella di un’altra donna, Federica Pellegrini, che portò il tricolore ai Giochi di Rio 2016.
“Spero che la mia nomina come portabandiera sia un segnale importante per le donne e faccia sentire tutte più forti visto quello che ancora succede nel mondo. Senza noi donne gli uomini sarebbero persi”, il suo commento. Una ragazza acqua e sapone ma dal carattere forte. Di poche parole ma mai banale nelle sue esternazioni. Una tigre capace di scatenarsi sul ghiaccio in una disciplina dove, come spiega il presidente della Fisg Andrea Gios: “servono dinamismo ed intelligenza tattica”.
