È giusto degli scorsi giorni la notizia che, il prossimo giugno, si terrà a Singapore la prima edizione delle Olympic Esport Series, la prima rassegna di eSport patrocinata dal Comitato Olimpico Internazionale. Non si tratta del primo rapporto tra Giochi Olimpici ed eSport: già nell’ultima rassegna di Tokyo si era tenuto un evento, di accompagnamento alla manifestazione olimpica, che aveva visto al centro gli eSport. Vari videogiochi sportivi come simulatori di guida e di ciclismo sono stati al centro della rassegna, che tuttavia ancora era solo un contorno. In questo caso, invece, il patrocinio arriva direttamente dal Comitato Olimpico, sancendo il punto di contatto più alto, almeno per il momento, tra Olimpiadi ed eSport. È il punto di arrivo “istituzionale” di un fenomeno che negli anni è cresciuto in maniera inarrestabile: oggi i videogiochi sono pacificamente ritenuti oggetto di competizione sportiva, e i tornei che li vedono protagonisti rappresentano eventi seguitissimi in grado di mettere in moto importanti valori economici. Anche in Italia lo scenario degli eSport, e il settore videogiochi in generale, gode di ottima salute, e l’Emilia Romagna ne è a buon diritto una protagonista.
Il primo esempio viene dal calcio, o meglio dalla sua versione eSport e dal maggior torneo italiano: la eSerie A. Sono molte infatti le società calcistiche che, consapevoli dei cambiamenti in atto, hanno allestito una propria rappresentativa eSport: a prescindere dalla categoria nella quale militano nel calcio tradizionale, alcune sono protagoniste nel campionato digitale. La prima edizione della eSerie A, giocata su eFootball PES 2021, ha visto tra i più brillanti protagonisti proprio il Bologna: la rappresentanza digitale della società rossoblù è giunta fino alla finale dove, insieme al Genoa, ha dato vita a una sfida che richiamava gli storici successi delle due compagini, che contano 7 scudetti per i romagnoli e 9 per i liguri. La finale ha visto la vittoria del Genoa guidato da NPK_02, nickname del pro-player Rosario Accurso, ma il Bologna condotto da Patrizio “IronPatt17” Poliandri ha avuto il merito di far tornare protagonista la città in una disciplina attualmente tanto dinamica. Non solo: il Bologna è anche una delle società che più si spende in ambito eSport. Oltre al protagonismo nella competizione, la Bologna eSports Academy organizza la possibilità di diventare videogiocatori professionisti: la vittoria di un apposito torneo infatti è il pass per entrare a far parte del team eSports rossoblù.
Sempre in tema di professionisti degli eSport, va ricordato il percorso di gioriz, nickname con il quale è conosciuto online Giovanni Rizzo. Nativo di Padova, è però a Parma che si è formato nella disciplina che l’ha portato alla notorietà: il poker sportivo. La sua carriera pokeristica, come da lui stesso dichiarato, è iniziata come un hobby: il poker online, protagonista in siti dedicati come PokerStars, è sempre stato caratterizzato dalla facilità di approcci, risultando adatto sia per passatempo che per professionisti, come poi è diventato Rizzo. Questo infatti si è approcciato al poker sportivo come un hobby, che coltivava mentre studiava nella città emiliana e al quale si dedicava anche grazie all’abbondanza di materiali disponibili, sia online che su canali televisivi tematici. Il passaggio al professionismo, nel 2010, avviene grazie a una sponsorizzazione, e da allora la carriera da giocatore professionista gli ha regalato diversi importanti successi. Non è l’unico parmigiano ad aver intrapreso questa strada, ma la sua storia è quella più evidente di successi sportivi.
Tralasciando i pro-player, la Regione appare molto sensibile anche in aspetti di contorno agli eSport, e più in generale rispetto a tutto ciò che ruota intorno al mondo del videogaming professionale. Per esempio, nel 2021 è stato avviato il bando Bologna Game Farm, il cui successo ha spinto a una sua riconferma l’anno successivo: la Regione e il comune di Bologna, infatti, mettono a disposizione contributi mirati per sviluppatori di progetti videoludici, dimostrando di essere pienamente consapevoli di come questi possano avere impatti importanti sul territorio. La Regione, tra l’altro, è stata anche la prima ad affrontare un problema sorto nel corso dello scorso anno, con il sequestro dei materiali hardware di alcune sale LAN operanti proprio nel settore degli eSport. Le iniziative prese in sede regionale hanno acceso un faro sulla questione, aprendo la strada a una regolamentazione specifica per i locali dedicati alla pratica degli eSport.









