Ayomide Folorunso (nata in Nigeria), Raphaela Lukudo (nata ad Aversa da famiglia originaria del Sudan), Maria Benedicta Chigbolu (padre nigeriano) e Libania Grenot (cubana, italiana per matrimonio), sono le quattro azzurre che hanno conquistato l’oro ai Giochi del Mediterraneo di Terragona nella staffetta 4×400. Hanno origini africane e sudamericane: sono sorridenti, forti, ma soprattutto italiane. Il loro trionfo smuove il mondo del web e la questione da sportiva diventa inevitabilmente anche politica.
La foto delle quattro atlete è diventata un vero e proprio simbolo. Ciò che ha scaldato l’opinione pubblica, sui social, nel giorno del raduno della Lega a Pontida di domenica 1 luglio, è stata proprio la foto delle quattro con il tricolore. #primaleitaliane è stato infatti l’hashtag che ha fatto il verso allo slogan della Lega: “Prima gli italiani”.
“Bravissime, mi piacerebbe incontrarle e abbracciarle – ha scritto il Ministro dell’Interno -. Come tutti hanno capito il problema è la presenza di centinaia di migliaia di immigrati clandestini che non scappano dalla guerra e la guerra ce la portano in casa, non certo ragazze e ragazzi che, a prescindere dal colore della pelle, contribuiscono a far crescere il nostro Paese. Applausi ragazze!!!”.
Ma la più bella risposta al ministro degli interni, senza polemica, arriva da Raphaela Lukudo, nata ad Aversa da famiglia originaria del Sudan, poi trasferita a Modena quando aveva 2 anni: “La politica parla di porti e confini chiusi, io penso ai miei genitori e credo sia impossibile negare il diritto alla felicità. Vanno trovati degli equilibri, però quando chiudi perdi”.








