CESENA – A volte ritornano. C’è (anche) il buon Nicola Ravaglia fra il Cesena e la salvezza matematica. Sarà infatti proprio l’ex portiere bianconero (per il forlivese, in riva al Savio, anche una promozione ‘bisolizzata’ in B arpionata nel 2009 e una manciata di apparizioni in A), a difendere venerdì sera i pali della sua Cremonese al Manuzzi. Il refrain a Cesena lo conoscono ormai tutti a memoria, manco fosse il ritornello del pezzo sanremese de Lo Stato Sociale: per non correre rischi inutili, il Cavalluccio, contro i grigiorossi (già salvi) dovrà strappare (almeno) un pareggino. Un misero punticino che, secondo molti, profuma già terribilmente di…biscotto. Biscotto all’italiana.
FUORI DAI GUAI – “Ma quale biscotto? – esclama stizzito Ravaglia – noi verremo a Cesena con l’obiettivo di chiudere con una vittoria questa tribolata stagione. Chi conosce il nostro percorso sa di cosa sto parlando. Alla fine del girone d’andata eravamo quarti in classifica e facevamo pure un pensierino alla A diretta. Poi è arrivata la crisi, le 18 gare senza una vittoria. Mandorlini (sostituto in extremis dell’esonerato Tesser, ndr) è stato bravo a tamponare l’emorragia. A toglierci dai guai. Ora che, battendo il Venezia, abbiamo raggiunto la salvezza con una giornata di anticipo, siamo tutti più tranquilli. Più sereni. Ma venerdì sera non regaleremo nulla, questo è poco ma sicuro. La proprietà, qui a Cremona, è molto esigente. Loro si aspettano altri tre punti.…”.
VIVA I RICORDI – Ha giocato poco quest’anno, Ravaglia. Eppure, l’ex bianconero, un anno fa proprio a Cremona aveva vinto un campionato da assoluto protagonista. “In questa stagione davanti a me ho trovato un portiere esperto come Ujkani, era da mettere in conto che per me non sarebbe stato facile. Ho giocato solo 4 partite, sarei bugiardo se dicessi che pensavo di giocare così poco. Ma non voglio guardarmi troppo indietro. Io guardo sempre avanti. Venerdì, molto probabilmente, giocherò io a Cesena. Incrocio le dita. Voglio chiudere questa stagione con una buona prova”. Ecco, per l’appunto. Ma come farà Ravaglia, nel ‘suo’ Manuzzi’, a non azionare la giostra dei ricordi? “Cesena resta la mia seconda casa. A Cesena, fra giovanili e prima squadra, ho fatto dieci anni. A Cesena ho vinto un campionato. Lo confesso: un giorno mi piacerebbe chiudere la carriera proprio in bianconero. Dove tutto è iniziato. Tanti anni fa. Io ci spero…”.
IL DODICESIMO – Non vorremo essere nei panni di Ravaglia. Di questo portiere grigiorosso col cuore colorato di bianco e nero. “Io sono un professionista serio – conclude Nicola – io sono della Cremonese, lo stipendio me lo dà la Cremonese. Venerdì farò di tutto per non fare entrare nella mia rete nemmeno un pallone…”. Ecco sì, per l’appunto. Ed allora diciamolo (pure) a bassa voce: un ‘noioso’ 0-0 accontenterebbe tutti. Il nostro Cesena. La Cremonese (club che, tra l’altro, ci sta pure simpatico, da sempre). E pure questo portiere senza Santi in Paradiso che meriterebbe molto di più di una semplice maglia da ‘dodicesimo cadetto’. Questo è poco ma sicuro.
Flavio Bertozzi




















