Siamo convinti che la Passione è la Passione sempre con la P maiuscola, siamo convinti che se non fai una cosa per Passione non la farai mai bene come dovresti o potresti, siamo convinti che il Motociclismo sia sempre stato uno degli Sports più veri, dove l’uomo ci mette del suo alla grande (anche se la tecnologia ci mette molto impegno per “disturbare” anche qui). Tutte queste convinzioni vengono scalfite, deturpate, contrastate, aggredite e qualche volta annullate, non in noi poveri mortali che nutriamo la Passione senza mero interesse, ma in quelli che passo dopo passo, con sicuri meriti iniziali, si ritrovano dal coltivare la Passione al trasformarla in lavoro e professione. Questo succede in tutti i campi e settori in questo bel dannato mondo moderno, ma si inserisce con più prepotenza dove il denaro scorre più facilmente e velocemente. Tra questi “dove” ci sono anche gli sports più amati, che da sports rischiano di diventare solamente “business”. Non c’è bisogno di fare esempi qui e là, i fatti sono sotto gli occhi di tutti, ma noi vogliamo parlare di Moto e in questo caso di Motogp, nella sua più alta definizione, la vera Regina Motogp, perché per fortuna in Moto 2 e Moto 3 le storie sono ancora “naturali”.
Allora, è nelle orecchie di tutti la telenovela attuale dei contratti in Ducati: Lorenzo vattene perché sei costato più di una bella donna a uno come Trump e non combini nulla, Dovi stai ma non costarci troppo.
E il Dovi che risponde per le rime, inizia il tira e molla…la prima cosa che ci viene in mente: com’era bello quando non giravano soldi, c’era meno pubblicità, ma tutti erano più “veri e naturali”. Ricordiamo, senza andare chissà dove negli anni passati, senza la Grande Storia dei tempi lontanissimi delle cui ultime appendici è rimasto testimone sotto i riflettori il Grande Ago, ricordiamo, per stare a casa nostra, i Tardozzi, Falappa e il compianto Pirovano in SBK, i Gresini, Gianola nelle “piccole”, i Vitali e Fausto Ricci, i Cadalora di quando correva sotto la direzione di Ago, lo stesso Graziano Rossi, i Lucchinelli. Qualcuno di questi correva per due lire, altri avevano stipendi sontuosi, ma mai da “nababbi”. Ricordiamo il primo caso di un’offerta “faraonica” che arrivò in questo mondo (italiano): la ricevette Ezio Gianola dalla Spagna, dalla Derby, un miliardo… e per la classe dei piccolini, la 125cc. Cadalora per primo rimase di stucco, tutti attorno a lui a cercare di capire come poteva succedere. Forse fu da lì che il tarlo cominciò a rodere sullo spirito vero a favore dei conti in banca. Ma quella generazione rimase pulita nello spirito, continuò a correre per pura passione, in barba al resto. Quando giravi nel paddock tutto era “vero”, tutti amici (o quasi, qualche screzio c’era anche allora, ma roba di poco conto, nessuno “se la tirava”, a parte uno, ma tralasciamo), si viveva e respirava Passione, Passione, Passione.
Ora siamo qui a chiederci se ha ragione o se ha torto la Ducati a offrire “poco” o Dovi a chiedere di più. Noi amiamo Andrea, è un vero spirito buono, con la grinta di un gladiatore, l’esperienza giusta. Per questo non ci esprimiamo, ma ci farebbe piacere sentire il tuo parere, se ti va esprimilo in un commento nella pagina facebook dove condivideremo queste righe, perché vorremmo capire cosa pensa chi segue queste cose solo per Passione, perché nessuno lo paga, anzi deve pagare tutto, biglietti in testa per andare a vedere il suo campione.
Gli screzi derivati dalle cose di pista (attualissimi) ci stanno, l’amato e odiato perché ha fatto questo o quello ci stanno, fanno parte del gioco, ma i contratti e i soldi non scendono in pista e non fanno brillare gli occhi dei fans e tantomeno infiammano la Passione.
Ah…ultima cosa, crediamo che sia ormai chiaro che la moto Ducati è come uno stallone selvaggio, bella ma difficile da domare, il merito è solo per pochi, forse nati per questo…lo dimostra il fallimento di Valentino e quello ancor più clamoroso di Lorenzo…qualcuno ci è riuscito in passato e qualcuno ci sta riuscendo…noi siamo piccoli spettatori e guardiamo…meditate gente meditate…
Tu cosa pensi?
Angelo Gianstefani

beh tutto vero, la passione prima di tutto, ma non ci dimentichiamo che per loro è comunque un lavoro, ad una certa età devono smettere e non è detto che dopo riescano a “lavorare” ancore in quell’ambiente per avere uno stipendio ogni mese… insomma è vero che parliamo di milioni di euro a stagione, sono tanti visti cosi isolatamente ma per quello che rischiano forse non sono poi cosi tanti… Poi il discorso su quanto sia giusto che il Dovi chieda 6 milioni contro i 4 proposti da ducati.. beh io dico che fa bene… è una questione più di principio per lui, anche io la penserei cosi… soprattutto perché avere un compagno di squadra che ne prende 12 e tu fai molto meglio di lui… ripeto ti rode e vuoi che la ducati ti riconosca con i fatti, come ha fatto all’inizio con lorenzo, che ora ti considera e ti stima… quindi questi 6 milione a stagione è il minimo che può fare ducati perché oggi come oggi, senza dovizioso, avrebbe avuto zero vittorie dal 2017 ad oggi… e ora non avrebbe il primato in classica, anche se solo dopo 3 gare…