Permessi di soggiorno facili e duecentomila euro in contanti in casa. Scoppia lo scandalo a Bologna e al centro del caso c’è Fabio Loscerbo, che nel 2019 si era candidato a sindaco di Malalbergo prendendo meno del 3% e che in questi mesi aveva espresso il proprio sostegno al governatore dem uscente Stefano Bonaccini. Anche un tunisino è coinvolto.

Entrambi gli indagati sono finiti ai domiciliari, in esecuzione di un’ordinanza del Gip Roberta Dioguardi su richiesta del Pm Rossella Poggioli, per i reati di falso ideologico in atto pubblico per induzione in errore, contraffazione e utilizzo di documenti al fine di determinare il rilascio del permesso di soggiorno e favoreggiamento della permanenza in clandestinità nel territorio dello Stato. Lo stesso provvedimento ha raggiunto anche Farouk Zoghlami, un 57enne tunisino che era ritenuto il braccio destro dell’avvocato.

L’indagine della squadra Mobile, che vede indagate in tutto 41 persone, ha preso avvio nel giugno 2018 da segnalazioni provenienti dall’Ufficio Immigrazione della Questura di Bologna, che aveva registrato un deciso aumento delle domande di protezione internazionale, avanzate anche da cittadini stranieri che dimoravano in Italia da diverso tempo ma privi di un regolare permesso di soggiorno.

Nel corso delle perquisizioni la squadra Mobile della Questura bolognese ha sequestrato circa 200mila euro in contanti a Loscerbo. Secondo gli inquirenti avrebbe lavorato con questo sistema nelle questure di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini.

L’indagine era partita a giugno del 2018 su segnalazione dell’ufficio Immigrazione, che aveva registrato un aumento anomalo delle domande di protezione internazionale: tra le comunità di stranieri si era diffusa la voce che rivolgendosi all’avvocato 39enne sarebbe stato facile ottenere un permesso di soggiorno. Un vero e proprio sistema di permessi falsi che è stato commentato anche da Matteo Salvini con un tweet: “Bell’esempio di campione della sinistra buonista dei porti aperti… per mangiarci su! Vergogna dell’Emilia Romagna e dell’Italia”. Bonaccini ha preso subito le distanze sostenendo addirittura che l’avvocato frequentava ambienti di destra.

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