di Roberto Giannini

Nell’era del 4G e con l’arrivo del 5G, i vari operatori TIM, Wind-3 , Illiad e Vodafone sono alla ricerca di spazi per posizionare le antenne in grado di garantire il servizio di copertura territoriale, tanto da installare antenne a pagamento su terrazzi e tetti dei privati cittadini.

Si dice che le compagnie telefoniche sarebbero disposte a pagare ai privati fino a 25 mila euro annui e che in molti casi, basta la presentazione di una DIA agli uffici comunali e una formale richiesta da parte della compagnia telefonica che affitta lo spazio per ottenere licenza di installazione.

Essendo tuttavia fonte di emissioni a onde elettromagnetiche, bisogna tenere conto delle leggi e dei regolamenti che riguardano questo campo e dei consensi di chi abita nei paraggi. La comunità scientifica suggerisce prudenza, inibendo l’installazione d’impianti di radiofrequenza a meno di 70 metri da abitazioni private, ospedali, scuole ed asili. E ciascun cittadino, quando ritiene che un ripetitore sia stato installato in violazione delle norme di legge può opporsi presentando un esposto alle autorità competenti (Procura della Repubblica, Carabinieri, Ministero dell’Ambiente; Ministero della Sanità, Arpa). Oppure può rivolgersi al giudice impugnando l’eventuale atto amministrativo che ha concesso l’installazione.

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