Quando nel 1939 Dino Villani pittore, incisore e pubblicitariodalle idee innovative, istituì il premio “ Cinquemila lire per un sorriso”, mai avrebbe immaginato di essere il precursore di una manifestazione, Miss Italia, che, dopo oltreottant’anni mantiene, inalterato il gradimento del pubblico televisivo italiano. Il concorso, ideato per la pubblicità di un dentifricio, all’epoca avveniva “da remoto”. Le concorrenti, infatti, inviavano una foto e dal novero delle partecipanti veniva scelta la vincitrice. Una formula diversa per ovvie ragioni tecniche, ma dal contenuto in linea con il concetto di bellezza, che con l’avvento della tv trovò la sua completa realizzazione. Sulle passerelle di Miss Italia hanno sfilato ragazze che poi sono state accolte nello sfavillante mondo dello star sistem,attrici, fotomodelle, testimonial, influencer ecc. Il sogno di tante giovani che, nel concorso, hanno voluto mettere alla prova la propria bellezza, il proprio carattere, la propria disinvoltura con una segreta speranza: il successo e l’abbandono dell’anonimato.

Sono veramente queste le motivazioni che supportano una esibizione impegnativa che, fra selezioni, semifinali regionali, semifinali nazionali e, per le più fortunate anche la finalissima, costasacrifici spalmati su un tempo abbastanza lungo?

Lo abbiamo chiesto alla forliveseErika Cortesi,affascinante e distinta ragazza poco più che trentenne, che ricorda e ci racconta le sue esperienze di concorrente a Miss Italia.

“A differenza di quello che può essere il pensiero comune, debbo dire che, dal momento stesso in cui ho pensato di partecipare, non ho mai avuto l’idea fissa di dover vincere ad ogni costo o piazzarmi tra le prime. Il mio è stato un approccio ragionato, una sorta di piacevole gioco, senza patemi e senza il “sacro fuoco” che pure alimentava gli atteggiamenti di molte ragazze. Certo anch’io nutrivo la speranza di poter avere un’opportunitàper lavorare nel mondo dello spettacolo, ma non per questo mi sono mai abbandonata alla paura di non ottenere risultati”.

Che cosa o chi l’ha consigliata a partecipare?

“L’idea, in origine, è stata mia, poiché seguivo in tv la manifestazione e successivamente vedevo le miss impegnate in programmi o ospitate sui teleschermi nazionali. Sono seguiti poi gli incoraggiamenti delle amiche che mi invitavano a partecipare. Debbo aggiungere che i miei genitori non hanno mai contrastato questa mia opportunità. Mi sono stati vicino, mi hanno accompagnato nel percorso della manifestazione, ma sempre con serenità”.

La presenza dei genitori, anche di altre concorrenti, contrasta profondamente con l’idea che certi movimenti per la tutela dell’immagine della donna considerano insiti in ogni manifestazione che veda in mostra il corpo femminile. In sostanza si critica l’aspetto relativo alla grazia e all’eleganza vedendo nelle sfilate in costume solo la “mercificazione del corpo femminile”. Un suo parere.

“Dire che il concorso di Miss Italia raggiunga la perfezionesotto ogni suo aspetto, sarebbe troppo, ma fra le possibili critiche certamente non c’è quella relativa alla mercificazione della donna. Certamente qualche ragazza fragile psicologicamente può avere momenti di disagio personale se non supera le selezioni o non ottiene i risultati che sperava, ma questo è atteggiamento che esula dal concorso in sé. L’aver abolito le misure del corpo, ora ci sono pure taglie 44, è stata una buona cosa anche per evitare digiuni pericolosi in chi si sentiva sovrappeso”.

Sappiamo che la perfezione non è di questo mondo, tanto meno del concorso di Miss Italia. Che cosa ha notato o visto che non l’ha soddisfatta?

“Partiamo da una considerazione di carattere generale.Miss Italia è un concorso e come tale ha una sua giuria, composta da uomini e donneche possono essere influenzati o per amicizia, o per conoscenza, o da suggerimenti esterni. Pur essendo auspicabile che i giurati facciano il loro dovere indipendentemente da sollecitazioni improprie, una valutazione non del tutto sincera ci può stare, anche se moralmente di dubbio valore. Ciò che, invece, è inaccettabile è che ci siano persone che avvicinano, senza alcun ritegno, i giurati per far pendere il giudizio a favore di una concorrente a danno di un’altra. E questo, purtroppo, accade enon giova al concorso”.

Cambiamo argomento. Mi descrive una giornata tipo di un’aspirante Miss Italia?

“Sono giornate abbastanza intense. Sveglia alle sette, poi colazione, quindi prove. Si studiano stacchetti musicali, si sfila come si dovrà fare davanti al pubblico e alla giuria, si studiano movenze e portamento, oltre ad indossare abiti e costumi. Una giornata piena di impegni, ma tutto sommato piacevole”.

Per quanto riguarda il trucco e il parrucco?

“E’ un momento esaltante, molto bello. Qui parliamo di prefinali nazionali. Tutte le mattine, infatti, nella scaletta degli impegni c’è il momento del trucco e parrucco. Sale intere con estetisti e parrucchieria disposizione per creare un’immagine da copertina per ogni ragazza. Ogni concorrente ha a disposizione un professionistacon cui studiare e realizzare sia il trucco sia la pettinatura”.

Un curiosità. Quando infinale viene proclamata la Miss, tutte le altre partecipanti si affrettano a baciare e applaudire la neo eletta. Quanto c’è di vero equanto di finto in questo atteggiamento?

“E’ evidente che le “attrici” ci sono in ogni campo e situazione, ma accanto a queste c’è anche chi si sente veramente felice del successo di una collega. In fondo vivere tante ore assieme, magari avendo seguito un percorso comune, fatto di selezioni, cementa amicizie che poi si mantengono anche nel tempo”.

Lei ha conosciuto molte ragazze, con alcune delle quali mi ha detto essere ancora in contatto. Ha avuto notizia di concorrentida lei conosciuteche abbiano fatto “carriera” nel mondo dello star sistem?

“No. Certo alcune hanno fatto una puntatina nel mondo dell’eleganza, con sfilate a livello regionale, un paio hanno avuto esperienze televisive, ma nessuna ha veramente intrapreso una carriera artistica professionale. Anch’io ho lavorato saltuariamente come modella nella moda e come hostess, ma non sono state attività definitive. Oggi seguo un percorsocompletamente diverso. Sono laureata in Igiene dentale e sono in attesa dell’abilitazione alla professione. Quindi nulla a che vedere con Miss Italia”.

Un’ultima domanda. Se avesse una figlia le consiglierebbe di iscriversi al concorso di Miss Italia?

“Sono molto indecisa nel dare una risposta. Ma credo, soppesando dati positivi e negativi, che propenderei per il no.E’ vero che ci sono molte situazioni che aiutano a maturare, a superare la timidezza, a conquistare fiducia in sé, sfidando i dubbi che possono sorgere prima di uscire per sfilare sotto gli occhi del pubblico e della giuria. Anche i rapporti che si instaurano fra le concorrenti, improntati al sostegno morale che ciascuno rivolge alle altre ragazze per esorcizzare i propri timori, sono cose che fortificano e creano relazioni sincere. Ma tutto questo, forse, non è sufficiente se paragonato alla delusione che spesso ho visto negli occhi delle ragazze escluse dal concorso, bocciatura non sempre motivata e giusta. Come madre non mi piacerebbe che mia figlia potesse sentirsi sconfitta. Per questo non la sosterrei nella decisione di partecipare a Miss Italia”.

Roberto Zoli

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