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Papa Benedetto XIII° presto sugli altari, resse il vescovato di Cesena dal 1680 al 1686

Presentato il lavoro storico-religioso di Marino Mengozzi

 Finalmente gettata piena luce sulla figura del primo dei quattro Papi di cui la città di Cesena può fregiarsi. Presentato il lavoro storico-religioso di Marino Mengozzi dal titolo “Vincenzo Maria Orsini, futuro Benedetto XIII°, Vescovo di Cesena (1680 – 1686) – Il diario e la Relatio ad Limina (1684)”, un volume di 252 pagine, corredato da molte fotografie, edito dalla società Studi Romagnoli.

Marino Mengozzi

Che Papa Benedetto XIII° sia un personaggio importante della storia della chiesa lo dice il fatto che il 24 febbraio del 2017 è stata chiusa l’inchiesta diocesana relativa alla sua vita e molto presto verrà nominato Santo della Chiesa. Papa Benedetto nasce nel 1649 o nel 1650 a Siponto, oggi Manfredonia, ma secondo altri nasce a Gravina in Puglia e sarà vescovo di Cesena dal 1680 al 1686 per poi andare a reggere il vescovato di Benevento e quindi diventare Papa dal 1724 fino alla morte nel 1730. “Riguardo la sua fine– ha sottolineato il vescovo Douglas Regattieri – avvenuta l’ultimo giorno di carnevale lasciò detto di non suonare le campane a lutto per non disturbare i festeggiamenti dei romani.”

 

“Questo è significativo del grande valore umano e religioso dell’ Orsini – ha continuato il Vescovo cesenate – infatti era chiamato il San Carlo Borromeo del sud per il suo impegno nei confronti del popolo e dei più poveri. Ancora oggi mi emoziono al pensare che il mio studio è ricavato nella sua cappella privata. Questo lavoro di Mengozzi, rende merito di un vescovo che diede molto alla città, non per niente la prima grande ristrutturazione della nostra cattedrale venne fatta a sue spese”.

“Un personaggio – continua l’autore Marino Mengozzi – invero piuttosto scomodo in quanto il clero e l’ambiente cesenate era piuttosto in subbuglio e lui portò rigore e disciplina coadiuvato dal suo braccio destro Pompeo Sarnelli, pure lui destinato ad una grande futuro nelle cariche religiose. Il suo aiuto nell’applicare le direttive fu fondamentale in quanto l’Orsini, cagionevole di salute, dei sei anni di vescovato ne passò solo due in città, mentre negli altri soggiornò nell’isola d’Ischia che reputava come clima più consone ai suoi mali ”. “Cesena in quei tempi – sottolinea lo scrittore e ricercatore storico – constava di ventitremila abitanti di cui sedicimila nelle campagne. Il clero cittadino era composta da cento sacerdoti mentre altri centosessantadue erano nelle varie frazioni e ad essi si aggiungevano duecento ecclesiastici nei monasteri e trecento suore. L’ordine imposto da Orsini fece si che se poi tutto tornò alla normalità, sicuramente qualcuno festeggiò quando se ne andò per fare il vescovo a Benevento. Forse è per questo che è poco ricordato, rari sono i reperti lapidei su di lui di cui una lapide spezzata trovata tra le antiche macerie scoperte nei lavori di ristrutturazione di piazza della Liberta’”.

Nel volume, per la prima volta, sono riportati integralmente il “Diario delle funzioni pontificali fatte nel Vescovado di Cesena e la Relatio ad limina Apostolorum del 1684”. Di particolare significato il Diario e le sue vicissitudini; smarrito o rubato dopo la sua morte fu ritrovato in tempi recenti in un mercatino e acquistato e conservato dal comune di Manfredonia come prezioso ricordo di un suo concittadino.

Piero Pasini

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