Dopo il sequestro ora è scattata la confisca. I beni passano allo Stato. Operazione della Guardia di Finanza che ha smascherato un sistema di frode imputato ad un’azienda operante nel settore calzaturiero del Rubicone. A conclusione di una verifica fiscale effettuata nel 2018 nei confronti di una ditta individuale gestita da tre soggetti orientali, i finanzieri della Tenenza di Cesenatico rilevarono l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per un imponibile complessivo di oltre un milione e duecentomila euro ed IVA per oltre 320.000 euro.

Secondo gli investigatori, il titolare di diritto ed i due coniugi sono risultati essere co-titolari di fatto dell’attività avevano elaborato un semplice sistema di frode consistente nel costituire ed utilizzare l’impresa, che acquisiva lavori di assemblaggio di parti di calzature per rilevanti importi a prezzi concorrenziali sul mercato, sfruttando il fatto che la stessa non versava imposte in quanto annotava in contabilità fatture per operazioni inesistenti risultanti emesse da altre imprese riconducibili a soggetti orientali.

Semplice anche il sistema per neutralizzare gli utili: secondo le accuse l’impresa sarebbe ricorsa a documentazione risultante “emessa” da tre società facenti capo a titolari irreperibili e con sedi inesistenti in Toscana (Firenze), nelle Marche (Sant’Elpidio a Mare) ed una nella provincia di Forlì-Cesena (Gambettola), ma di fatto autoprodotte dagli stessi dominus di Savignano sul Rubicone.

In ragione degli importi evasi, l’attività di polizia amministrativa consentì in prima battuta di denunciare all’Autorità Giudiziaria i tre soggetti per violazione agli artt. 2 ed 8 del D.lgs. n. 74/2000. La conseguente attività d’indagine disposta da Federica Messina, Sostituto Procuratore della Repubblica presso la Procura di Forlì, consentì anche il recupero del provento della frode effettuata grazie ad un decreto di sequestro preventivo sulle disponibilità dei tre indagati fino alla concorrenza di oltre 323.000 euro (pari all’IVA evasa) richiesto e concesso dal Gip di Forlì, Monica Galassi. In esecuzione di tale decreto le Fiamme Gialle sottoposero a sequestro due immobili a Savignano sul Rubicone per un valore complessivo di 252.900 euro, un’autovettura Bmw 530XD ed i saldi attivi giacenti sui conti correnti nella disponibilità degli indagati per un ulteriore controvalore di circa 17.000 euro.

Il collaudato sistema di frode, oltre a causare un notevole danno alle casse erariali, è risultato essere una fonte di distorsione del mercato in quanto, l’omesso versamento delle imposte e dei contributi, ha consentito di praticare prezzi altamente concorrenziali oltre che l’arricchimento dei soggetti promotori.

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