Ormai è cosa certa, avremo di fronte un periodo di crisi economica che spaventa al solo immaginarla. Per alcuni paesi, quali San Marino, l’attuale emergenza di inserisce all’interno di una contingenza già sofferente andando a creare le condizioni di una tempesta perfetta. Oltre alle facili metafore la situazione è straordinaria e deve essere affrontata con misure altrettanto straordinarie. In un recente intervento sul Financial Times Mario Draghi ha parlato di “tragedia umana di proporzioni potenzialmente bibliche”, proponendo quale soluzione la “mobilitazione dell’intero sistema finanziario” per garantire quell’enorme flusso di liquidità che possa mitigare l’impatto della crisi economica incipiente. San Marino purtroppo sarà fuori da questo progetto e da tutti gli altri che verranno vagliati ed infine adottati dall’Europa, ma ciò non significa che questa repubblica non possa cercare di affrontare l’emergenza economica con gli strumenti di cui ha facoltà di utilizzo. Ma quali sono questi strumenti, quali le soluzioni migliori? Da queste pagine vogliamo dare spazio ad una serie di interventi che possano essere di stimolo ad una discussione rapida e fertile, senza alcuna volontà di polemica e nello spirito della massima collaborazione e trasparenza; per trovare il giusto mix dei migliori fra questi strumenti, per trovare le migliori soluzioni possibili. Per un momento, noi riteniamo, devono essere accantonati i punti di vista personalistici e messe a fattor comune anche forze che fino a ieri erano in contrasto, l’invito è quindi rivolto a tutti coloro che – in qualunque modo o maniera – vogliano contribuire ad allargare la base di analisi e riflessione, con serietà e spirito di collaborazione. È, come ha scritto un intellettuale diversamente apprezzato, il momento dell’audacia.

San Marino ha molti svantaggi, alcuni contingenti come il recente stravolgimento del proprio sistema economico, altri dimensionali, come il modesto numero di persone che possono contribuire e l’alto valore economico del debito che con ogni probabilità saremo costretti a sottoscrivere.

Ma San Marino ha anche molti vantaggi, primo fra tutti la facoltà di legiferare in certe materie, come quella fiscale e societaria solo per fare un esempio, che oggi possono essere leve potenti per pianificare la ripresa a sostegno dell’emergenza economica che ci attende. Se, come è certamente vero, dovremo fare un debito importante, sarà necessario prevedere quali saranno le direttrici attraverso le quali, da una parte faremo fronte al debito stesso, dall’altra saremo in grado di convincere i finanziatori a sostenerci a condizioni accettabili. E tutto ciò andrà fatto prima di subito! Se, io credo, le risorse su cui possiamo contare oggi sono necessarie al sostentamento di una macchina pubblica appesantita da oneri eccessivi – che andranno certamente attenuati almeno per un certo periodo – potremmo immaginare un coraggioso alleggerimento in termini burocratici, fiscali e patrimoniali per le imprese e le persone che vorranno investire a San Marino. Le pensioni, così come i costi della pubblica amministrazione sono certamente esorbitanti per il periodo che stiamo vivendo, ma pensare di risolvere il problema solo con la riduzione della spesa è pura utopia: ogni progetto di indebitamento si basa sulla capacità di produrre ricchezza al servizio del debito e non possiamo certo pensare di poter solo alleggerire i nostri portafogli per trasferire la poca ricchezza che possediamo al creditore di turno, dobbiamo trovare nuove e attrattive forme di richiamo per imprese e progetti che oggi non esistono, ma domani potranno allargare la base contributiva ed appunto contribuire a renderci ancora liberi, come recita il nostro accogliente messaggio d’ingresso.

Giacomo Ercolani

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1 COMMENT

  1. è interessante vedere che una nazione con le dimensioni di un comune italiano – ma molte più risorse economiche ed autonomia – sia così in difficoltà… potrebbe essere un luogo di amministrazione virtuosa, efficienza, un giardino di start-up, new economy, …. creando i presupposti per attrarre giovani, sperimentando percorsi di governo e welfare nuovi, creando l’avvio di aziende innovative e invece….

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