Due parchi fotovoltaici messi sotto sequestro, sigilli a oltre 130 tra fabbricati e terreni in Sardegna ed Emilia Romagna e a 280 tra conti correnti, cassette di sicurezza e quote societarie per 16 milioni di euro (somma che sarebbe stata ottenuta illecitamente), sei persone sotto accusa per truffa e lottizzazione abusiva.
L’ordine di mettere i sigilli è partito dal gip di Cagliari su richiesta del pubblico ministero Daniele Caria, che ipotizza l’esistenza di introiti non dovuti a vantaggio dei titolari della società proprietaria degli impianti, la Enervitabio di Ravenna, il cui manager è un ravennate 60enne che ha preso la residenza in Sardegna.
Nel mirino due imprenditori, il 60enne romagnolo e uno romano, il loro professionista di fiducia e altre due persone. Sei persone in tutto, accusate di truffa a vario titolo.
È il bilancio dell’operazione eseguita questa mattina all’alba dagli uomini del Nucleo investigativo regionale della Forestale e del Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di finanza a Santadi e a San Giovanni Suergiu. Gli impianti dovevano garantire lo sviluppo agricolo, ma in realtà – secondo le accuse – servivano solo per vendere energia.
L’azienda secondo le indagini della Guardia di Finanza aveva una qualificazione giuridica di “azienda agricola” e per questo avrebbe beneficiato di una tassazione agevolata, ma in realtà sarebbe un’attività industriale e avrebbe dovuto pagare molte più tasse. In Sardegna c’era la stata protesta per queste “finte serre”. Gli agricoltori del luogo avevano manifestato con dei cartelli con su scritto: “No incentivi alla finta serra, ma a chi lavora la terra”.
Osservando la Sardegna dall’alto con Google Earth ci si imbatte di frequente in enormi distese di pannelli solari, intervallati da una buona dose di pale eoliche e da qualche centrale termodinamica. È questo mix che, oggi, fa dell’isola una delle più grandi centrali di energia elettrica d’Italia.
Come sottolineano i dati dell’Osservatorio Politiche Energetico-Ambientali, infatti, la Sardegna è la terza regione italiana per surplus di produzione elettrica, con un’eccedenza dell’offerta rispetto alla domanda di 4,1 terawatt/ora.
Le cifre in campo erogate dal GSE sotto forma di incentivi del Conto Energia per le serre fotovoltaiche installate in Sardegna sono dell’ordine di diverse decine di milioni di euro annui per un totale complessivo prossimo al miliardo di euro nei vent’anni di vigenza dei benefici.
La Enervitabio in Sardegna ha già realizzato imprese simili a Narbolia, San Vero Milis, Giave, Padria.
Le Fiamme gialle hanno quantificato la sottrazione alla tassazione di ricavi per circa 21 milioni di euro, oltre all’appostamento contabile di costi non deducibili per quasi 2,6 milioni di euro.





















